Mostre imperdibili: una storia dell’emigrazione, a Cosenza

Partono i Bastimenti. Dal 17 luglio al 15 settembre 2013 al Palazzo Arnone di Cosenza una mostra in ricordo di quei 25 milioni d’italiani che tra ‘800 e ‘900 cercarono migliori fortune oltreoceano. A cura di Francesco Nicotra, direttore dei programmi speciali della National Italian American Foundation (NIAF) la mostra è promossa dalla Fondazione Roma – Mediterraneo

ee25c8bb45106853a6506ff088205d5e5662254Si calcola che più di 25 milioni di argentini abbiano almeno un antenato italiano, tra questi c’è anche Papa Francesco, il cui padre, Mario, funzionario delle ferrovie, salpò nel 1928 dal porto di Genova per cercare fortuna a Buenos Aires. Si calcola che in quell’anno nella sola New York risiedessero circa 1.100.000 italiani, a Baires come a Rio almeno due milioni. Ma i numeri, seppur impressionanti, non sempre bastano a raccontare di un fenomeno migratorio costituito da milioni di storie, tutte incrociate a miseria, tristezza, separazioni. Una storia sociale che s’è allungata sino al dopoguerra, quando le rotte sono cambiate, le mete sono diventati i paesi del Nord Europa (dal Belgio, alla Svizzera, alla Germania), i migranti, questa volta in arrivo prevalentemente dal Sud Italia, spinti dalla necessità di sempre.

 

L’esposizione di Cosenza si avvale di un allestimento di grande impatto visivo per ripercorrere la coraggiosa epopea degli italiani migranti (e tanti erano calabresi) che tra il 1861 e i primi anni ’60 del Novecento attraversarono l’oceano per strappare se stessi e i propri figli a drammatiche condizioni di miseria. Una considerevole raccolta proveniente da archivi e collezioni private descrive i momenti del doloroso distacco, le traversate, gli approdi in terra straniera, i sacrifici e la speranza del riscatto: modelli in scala di navi storiche dell’emigrazione, come il Duilio, gemello del Giulio Cesare che portò in Argentina i familiari di papa Francesco, passaporti, biglietti e documenti di navigazione, libri, giornali, insegne ed etichette dei prodotti tipici italiani. Ed ancora lettere, acquerelli e dipinti ad olio, poster, valigie, bauli, libretti da messa, strumenti musicali. Presenti, inoltre, a ricordare la passione tutta italiana per il bel canto una collezione di copielle, piccoli spartiti di canzoni, in gran parte in dialetto napoletano e diversi spartiti originali di tango. (http://www.articalabria.it) (g.m)

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