Everest, 60 anni fa la conquista

Il 29 maggio del 1953, sessanta anni fa, Sir Edmund Hillary con Tenzing Norgay, toccò la quota di 8.848 metri, il punto più alto della Terra. L’Everest era domato, l’ultima delle grandi sfide della geografia s’era compiuta ad opera di un apicoltore e di uno sherpa

Quando sir Edmund Hillary ha lasciato questo mondo, nel 2008, a 88 anni, la Nuova Zelanda ha pianto la scomparsa di un eroe nazionale. Probabilmente il suo personaggio più celebre, anche se Hillary un eroe non s’è sentito mai, lui che ha conquistato l’Everest e il Polo Sud e catturato l’immaginazione del mondo. Ma dove altri si sarebbero seduti a guardare il panorama, dall’alto di una gloria pienamente guadagnata, per lui l’impresa fu solo l’inizio di una vita spesa al servizio degli altri. Soprattutto delle popolazioni nepalesi, quegli sherpa per i quali riuscì negli anni a costruire scuole e ospedali. “La più grande conquista”, dirà tempo dopo.

LA MADRE DELL’UNIVERSO

hil0-001

Edmund Hillary nell’immagine della conquista dell’Everest

Conosciuta e riverita come Chomolungma (madre dell’universo) dal suo popolo, prima di Hillary, l’Everest appariva una montagna irraggiungibile, mortale, inviolabile. Aveva sconfitto 15 precedenti spedizioni e ammazzato molti degli alpinisti più forti del mondo che avevano osato sfidarla. Il Polo Nord era stato raggiunto nel 1909, il Polo Sud nel 1911, ma l’Everest (spesso descritto come il Terzo Polo), aveva ricacciato indietro tutti i tentativi. Raggiungere la vetta a 8.848 metri appariva una sfida superiore a ogni capacità umana.

Nella primavera del 1953 Hillary sì unì alla spedizione britannica guidata dall’alpinista John Hunt affrontando l’Everest dal Colle Sud e dalla cresta di sud-est. Era maggio, e la spedizione cercava di stare al passo con le nevi monsoniche. Dopo alcuni tentativi da parte di altri scalatori che si erano dovuti arrendere a qualche centinaio di metri dalla vetta – e centinaia di metri in quelle condizioni valgono chilometri – , Hillary e lo sherpa nepalese, Tenzing Norgay, apparivano quelli più in forma per tentare l’impossibile.

Dopo una notte insonne, lasciarono l’ultimo campo a Colle Sud, era l’alba del 29 maggio 1953. Cinque ore dopo, alle 11.30, Hillary, che stava conducendo la scalata, tocco il tetto del mondo. Poi si avvicinò Tenzing e gli scattò quella foto che avrebbe fatto la storia (e storia vuole che lo sherpa non avesse mai scattato alcuna foto prima di allora).
Hillary si guardò in giro per cercare i segni di George Mallory e Sandy Irvine, che erano stati sull’Everest 30 anni prima e che, alcuni credevano, avevano raggiunto la vetta. Non c’era traccia di loro. Tenzing scavò buche per posare del cibo, piccoli doni agli dei, Hillary vi piantò una croce quindi gli scalatori resero i loro omaggi alla montagna.

 

LUNA PARK EVEREST

Oggi l’Everest è un luogo ben più affollato: una sorta di luna park dell’alpinismo asfissiato da troppe spedizioni commerciali e persino dall’inquinamento. Di pochi giorni fa la notizia dell’aggressione a Simone Moro a Ueli Steck e Denis Urubko, da parte di un gruppo di sherpa al servizio di una spedizione commerciale. Eppure questo luogo rimane carico di simboli, conserva integro il suo fascino e purtroppo continua a esigere tributi, solo qualche giorno fa, il 15 maggio, vi ha perso la vita il fuoriclasse russo Alexey Bolotov, che con Denis Urubko voleva aprire una via nuova sulla vertiginosa parete sudovest. Era a 5.600 metri di quota quando la corda s’è spezzata lasciandolo precipitare per 300 metri. Perché la storia del rapporto dell’uomo con l’Everest è costellata di sconfitte, e per ogni vittoria c’è una lunga serie d’insuccessi che quasi mai fanno la storia. Rainold Messner, invece, una parte della storia l’ha scritta: con Peter Habeler l’8 maggio del 1978 furono i primi uomini a salire la vetta più alta del pianeta senza l’ausilio dell’ossigeno. Un altro pezzettino di storia l’ha scritto – e proprio in questi giorni – la venticinquenne saudita Raha Moharrak, la prima donna araba ad aver scalato la vetta. La montagna ha detto sì alla sua missione il cui scopo era raccogliere fondi per il Nepal. Con lei il primo palestinese e il primo cittadino del Qatar ad aver compiuto l’impresa. Chomolungma, una montagna di pace. A certe condizoni.

MA QUANTO E’ ALTO L’EVEREST?

Non da ultimo l’Everest è anche un insieme di storie legate alle missioni scientifiche, e molte di queste hanno un sapore italiano, come il Comitato Ev-K2-CNR che gestisce il laboratorio-osservatorio Piramide, a 5050 metri di quota sul versante nepalese, per la ricerca e lo studio in alta quota su scienze della terra, ambientali, della medicina e fisiologia, antropologiche, delle tecnologie ecoefficienti, dei sistemi di gestione ambientale.

La Piramide

La Piramide

E probabilmente sarà il Comitato a stabilire una volta per tutte l’altezza dell’Everest che all’uomo ha posto l’ennesima sfida. Sir Edmund Hillary raggiunse davvero quota 8848?  Come spiega il presidente di Ev-K2-CNR, Agostino da Polenza, la misurazione più precisa deve ancora arrivare. “Ho avuto la fortuna di accompagnare Ardito Desio durante il primo tentativo italiano di misurazione della vetta dell’Everest, nel 1987 […]  utilizzando per la prima volta la tecnologia satellitare. L’altezza così rilevata, ancora imprecisa, fu di 8.872 metri. Ma quella fu solo la prima di diverse spedizioni che EvK2Cnr ha poi condotto con il medesimo scopo. […] Nel 1992 siamo tornati, insieme ai cinesi utilizzando per la prima volta un ricevitore GPS. I dati elaborati da Giorgio Poretti portarono a identificare una quota di 8.848,65 m (±35 cm)”.

Nel 2004 una nuova spedizione: “In quell’occasione accoppiammo per la prima volta il GPS con un georadar sperimentale per rilevare sia la quota della copertura nevosa, sia la presenza della roccia sottostante. I dati indicarono una quota neve di 8852,12 (±12 cm) e una quota della roccia sottostante di 8848,82 (±23 cm)”. L’anno seguente toccò ai cinesi misurare la grande montagna, ma il dato definitivo non è ancora arrivato. Conclude Da Polenza: “Pochi mesi fa abbiamo attivato un nuovo Gps Master che permetterà l’effettuazione di misure di posizione Gps di alta precisione con sistema differenziale, e che fornirà nel corso del tempo, assunti i necessari dati di correzione, dati sempre più precisi“. E così sia.

LA MONTAGNA DELL’ANIMA

Non è la montagna che si conquista, ma noi stessi“, era una delle frasi preferite da Hillary, un concetto ripetuto spesso dai grandi alpinisti quando cercano di spiegare ai “profani” come l’alpinismo sia eroismo interiore, come ad ogni vittoria corrisponda un piacere intimo, profondo, che nulla ha a che vedere con la gloria e il plauso del mondo per l’impresa.  Incontrando Silvio Mondinelli, qualche tempo fa, l’alpinista che ha scalato tutti i 14 ottomila metri della terra, a proposito del senso di sfida insito nell’alpinismo disse: “Credo che ognuno abbia il proprio Everest nella testa ed è giusto che lo cerchi, non è detto che si tratti di una montagna, più spesso è altro”. In vetta, c’è speranza per tutti (a.d)

 

 

 

TV

Anticipazioni Il Segreto: Francisca e Aurora si contendono Beltran

Dopo la morte di Bosco vedremo Francisca e Aurora combattere per la custodia di Beltran.

Gossip

Uomini e Donne: Luca Onestini è il nuovo tronista !

Ad appena due settimane dalla scelta di Clarissa Marchese e dopo la conclusione di tutti i troni in corso (Riccardo, Claudio D. e Claudio S.) […]

Gossip

Justin Bieber smentisce il matrimonio con Selena Gomez: “Sono single, non cerco nessuno”

Justin Bieber, ospite nel noto talk-show statunitense, The Ellen DeGeneres Show, smentisce seccamente le presunte nozze con la sua storica ex, Selena Gomez. I tabloid statunitensi avevano […]

TV

Caterina Balivo accende l’albero di Detto Fatto per beneficenza

Caterina Balivo porta lo sfavilante Buon Natale di Detto Fatto ai bambini ricoverati nella clinica pediatrica De Marchi.

Gossip

Ludovica Valli ha un nuovo fidanzato? Pioggia di critiche per l’ex tronista

Dopo aver dichiarato di voler voltare pagina e ammesso la fine della relazione con Fabio Ferrara, Ludovica Valli alimenta i sospetti su un nuovo, presunto fidanzato, […]

TV

Francesco – Il Papa della gente: 7 e 8 dicembre 2016 su Canale 5

Arriva su Mediaset la miniserie dedicata al pontefice Jorge Mario Bergoglio firmata dal regista Daniele Luchetti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag