Città della Scienza, appelli e proposte per la ricostruzione

Piovono gli appelli per una ricostruzione immediata di Città della Scienza, levata d’orgoglio per la città ferita e per la Cultura. L’idea di un festival per ricostruire

Dopo lo spaesamento, le lacrime amare del fondatore di Città della Scienza, Vittorio Silvestrini, la rabbia del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris e quella dei cittadini. Oggi è già domani, lo science centre sarà ricostruito, dovrà essere ricostruito per quello che era, per quello che rappresenta per la città e per la cultura italiana. Gli appelli piovono a decine, persino la produzione della fiction Rai Un Posto al Sole, girata a Napoli e che tante volte ha intrecciato le proprie storie a Città della Scienza, ieri sera si è sentita in dovere di mandare una scritta scorrevole auspicando una ricostruzione rapida.

La Fondazione Idis Città della Scienza, ha intanto attivato un conto corrente per raccogliere fondi destinati alla ricostruzione:  IBAN IT41X0101003497100000003256 – causale Ricostruire Città della Scienza . “Questo è l’unico conto corrente dove esprimere il vostro sostegno – grazie di cuore”, precisano dalla Fondazione.

L’incendio di Città della Scienza è una ferita profonda, per Napoli e per l’intera comunità nazionale. In poche ore sono andati distrutti anni di lavoro, di sacrifici, di passione. Ma non dobbiamo, né possiamo restare fermi”. Così il  presidente del Cnr, Luigi Nicolais. “Tutti dobbiamo sentirci partecipi della sua ricostruzione, che dovrà avvenire in tempi rapidi e certi. Città della Scienza è il simbolo del riscatto di un’area e di una comunità che non può essere ridotto in macerie: per questo è necessaria una mobilitazione straordinaria della comunità scientifica e delle istituzioni, pubbliche e private. Come Cnr siamo particolarmente coinvolti e provati. In questi giorni Città della Scienza ospitava un’importante mostra iconografica e documentale su Fridtjof Nansen, esploratore, scienziato, politico norvegese, andata completamente distrutta. Sicuramente non ci rassegneremo né lasceremo morire un presidio di cultura, legalità e progresso come è stato e come tornerà ad essere Città della Scienza”.

L’appello dei rettori delle università campane: “L’incendio che lunedì notte ha distrutto il migliore Science Centre d’Europa ha lasciato tutti noi sconvolti.
Al dolore segue però la ferma volontà di contribuire a non vedere vanificata un’esperienza che ha, in maniera esemplare, dimostrato al mondo intero come la conoscenza possa essere volano di sviluppo, civiltà e crescita sostenibile. Se non saranno dimostrate le cause accidentali, Città della Scienza è stata distrutta dallo stesso modello culturale che si è impegnata a sconfiggere e ciò non può essere consentito per l’alto valore simbolico che questo evento rappresenta. Reagire è necessario, reagire subito è indispensabile“.

 

E la dichiarazione del presidente di Italia Nostra Marco Parini:
Con l’incendio che ha devastato la Città della Scienza di Napoli se ne va in fumo una importante esperienza culturale: realizzata a Bagnoli nel contesto di un grande programma di recupero urbano, contava circa 350 mila visitatori all’anno ed occupava tra dipendenti e indotto circa trecento persone.
Questa esperienza che prese avvio nel 1996 e ne vide promotore lo Stato, la Regione, la Provincia e il Comune di Napoli ha rappresentato per il Sud e per l’intero Paese un centro culturale di alto livello, un museo scientifico all’avanguardia. Quest’esperienza non può finire con un rogo, magari doloso.
Italia Nostra chiede al nuovo Governo una risposta immediata con il finanziamento della sua ricostruzione in tempi rapidi. Non si pensi al concorso delle risorse economiche tra le esangui casse degli enti locali. Risponda il Governo che va a nascere con un atto che dia sostanza ai mille impegni elettorali assunti da tutti i partiti sulla cultura”.

 

Anche il mondo politico si mobilita, chiede chiarezza e invoca la ricostruzione, come la consigliera regionale della Campania Angela Cortese che spiega al Corriere del Mezzogiorno: “Ho appena inviato al ministro Profumo una lettera nella quale chiedo di mettere un salvadanaio in tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado. Città della Scienza è un patrimonio non di Napoli e della Campania, ma del Paese intero. Un faro che va riacceso al più presto nel già sofferente panorama scientifico e culturale d’Italia. Per questo – osserva la componente della Commissione regionale Cultura – sarebbe simbolicamente e concretamente importante che una parte di quella ricostruzione che tutti già da oggi dobbiamo mettere in cantiere venisse dagli studenti. Sarebbe bello che i maggiori frequentatori di quel luogo incantato di sapere diventassero i primi artefici della sua rinascita”.

Lo scrittore Maurizio de Giovanni dalla sua pagina Facebook lancia una proposta più che concreta, una battaglia: organizzare un festival della Cultura Napoletana in cui scrittori, poeti, artisti, attori, registi, cantanti e musicisti mettano a disposizione gratuitamente se stessi, i propri testi e le proprie performance. Un festival lungo mese intero, nei luoghi di cultura pubblici e privati della città e i cui incassi devono essere devoluti alla ricostruzione immediata di Città della Scienza: “Perché la cultura combatta la violenza, che è ignoranza. Perché non vincano. Mai”.

Hanno bruciato l’unico Museo nato e strutturato nel posto dove c’era l’Italsider. – prosegue – Non è una cosa fatta tanto per fare, è un atto di guerra nei confronti della cultura”. E alla guerra si risponde con le armi, in questo caso quelle della cultura.  (a.d)

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