Loro Piana Cashemire acquistato da Louis Vuitton Moët Hennessy

Il futuro del marchio italiano celebre in tutto il mondo è in Francia

A quanto pare si tratterebbe di una transizione felice, avvenuta solo ieri e dopo varie smentite.

Per Sergio e Pier Luigi Loro Piana, infatti: “Il gruppo LVMH guidato da Arnault è in grado di rispettare valori e tradizione nostri“. Mentre per Bernard Arnault: “Loro Piana è una società rara: per la qualità unica dei suoi prodotti, in particolare i suoi prodotti tessili in cashmere, e per le sue radici familiari che risalgono a sei generazioni“. E poi aggiunge: “Sono molto contento che Sergio e Pier Luigi Loro Piana ritengano che il nostro gruppo sia il migliore per assicurare il futuro della società“.

 

Così l’azienda italiana piemontese, operante da sei generazioni nel settore dell’alta moda mondiale e leader nella lavorazione del cashmere, della vicuña e della lane extrafini, l’8 luglio 2013 è stata acquistata (80%) dalla multinazionale francese, colosso del lusso, LVMH.

 

LVMH vanta 28,1 miliardi di ricavi, generati anche grazie a tanti marchi italiani che nel tempo si sono aggiunti a griffe come Louis Vuitton e Céline, ma anche agli champagne di Moët et Chandon e Veuve Clicquot. E sembra che il colosso del lusso ci abbia preso gusto, continua, infatti la lista blasonata dei grandi marchi “Made in Italy“, dopo i gioielli di Bulgari, Fendi e Cova, storica pasticceria milanese passata anch’essa in quota di maggioranza nelle mani di Lvmh, ora è la volta della Loro Piana.

 loropiana_logo

Fondata nel 1924 dall’ingegner Pietro Loro Piana a Quarona Sesia, in Piemonte, la prestigiosa azienda, ha due divisioni: il lanificio (che produce tessuti di alta gamma utilizzando fibre nobili come cashmere, baby cashmere, vicuña, lane extrafini) e la divisione Luxury Goods che produce e distribuisce in tutto il mondo una linea completa di prodotti di abbigliamento e accessori per uomo, donna, bambino realizzati con i propri tessuti e con le migliori materie prime disponibili, oltre che una linea di regali e prodotti per la casa.

 

Un made in Italy di qualità e dedizione al cliente che vanta oltre 130 negozi situati nelle strade dello shopping più esclusive del mondo ed entrato solo l’anno scorso nel settore dell’e-commerce. Dal 2012 è possibile, infatti, acquistare i prodotti Loro Piana anche sul sito web Eshop.

capra loro piana

Dal 1985 l’azienda ha avviato una collaborazione con la Federazione Italiana Sport Equestri. E dal 2002 Loro Piana veste anche il Team New Zealand all’America’s Cup. Inoltre, solo per dare qualche dato, ha chiuso il 2012 con 700 milioni di fatturato.

 

Sergio e Pier Luigi Loro Piana dalla transizione incassano 2 miliardi e conservano il 20% nella società mantenendo le loro funzioni alla guida dell’azienda.

 

E sembrano tutti contenti. Alla guida del gruppo francese LVMH, Arnault ha, infatti, dichiarato: “Condividiamo in effetti gli stessi valori, sia familiari che aziendali, la ricerca permanente della qualità e sono convinto che il nostro gruppo possa apportare un forte contributo al futuro della Loro Piana che possiede grandi potenzialità”. Soddisfatti anche in casa Loro Piana: “Il gruppo diretto da Bernard Arnault è, in effetti, quello maggiormente in grado di rispettare i valori della nostra azienda, la sua tradizione ed il desiderio di proporre ai suoi clienti dei prodotti di qualità ineccepibile – hanno commentato Sergio e Pier Luigi Loro Piana – il nostro marchio ne trarrà beneficio da sinergie eccezionali, sempre preservandone le tradizioni”.

 

C’è da dire, però, che il vortice della crisi risucchia una ad una le aziende del made in Italy, nessun settore ne è immune, dalla moda all’agroalimentare. Se solo pensiamo ai “cugini” d’oltralpe, inarrestabile ne è l’escalation delle conquiste. Prima il gruppo Parmalat, poi Carrefour, Auchan, Castorama e Leroy Merlin. I grandi marchi quali Gianfranco Ferrè e Gucci, a seguire Bottega Veneta, Sergio Rossi, Bulgari e Pomellato. Anche lo zucchero Eridania ed il parmigiano e il grana padano del gruppo Ferrari.

 

Tutto ciò sta a dimostrare che l’Italia è terra di conquista fertile per Arnault, e non solo, mentre in Francia non riesce a mettere le mani su Hermes, di cui LVMH è il primo singolo azionista, nonostante le polemiche e le sanzioni comminate al gruppo dalle autorità francesi. Solo questo deve poter far riflettere. (r.b.)

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