Bill Gates, così ti salvo il mondo

Bill Gates è ottimista, nel 2035 non ci saranno più paesi poveri

Dopo averci tirato fuori dall’ignoranza informatica (grazie!), Bill Gates sta cercando di salvare il mondo. La cosa non è proprio facile, anche se ti chiami Gates ma non indossi tutina rossa e mantello, tuttavia mister Microsoft, che ormai da 13 anni è dedito alla filantropia attraverso la Fondazione Bill & Melinda Gates, è assolutamente certo che la piaga della povertà, fonte primaria dei guai di buona parte del cosiddetto Terzo Mondo, può essere sconfitta, perché ci sono dei luoghi comuni da sfatare, dice nel rapporto annuale della fondazione, concetto che reitera in un’intervista a Time che vale la pena leggere. Non fosse altro perchè la biografia di Gates racconta che le sue “visioni” (pessimo termine anche se molto di moda e se ricordassimo che anche Hitler era un visionario forse lo adopereremo molto meno e scusate l’inciso) si sono rivelate tutto sommato corrette. E così sia anche questa volta, tanto più che annuncia che entro nel 2035 non ci saranno più paesi poveri. 

Nella lettera annuale della Fondazione, sia Bill sia Melinda Gates sfatano quelli che chiamano i tre grandi miti dell’aiuto globale. Ovvero: che i paesi poveri saranno sempre poveri, che gli aiuti esteri sono uno spreco perchè i soldi inevitabilmente svaniscono nelle tasche di funzionari corrotti o sono sprecati da burocrazie inette, e che salvare vite nel mondo in via di sviluppo porterà solo alla sovrappopolazione. Miti che persistono malgrado le cifre indichino tendenze opposte, ad esempio che in quei paesi dell’Africa dove diminuisce la mortalità infantile tende a diminuire anche l’incidenza delle nascite, questo perché i genitori acquistano la consapevolezza che i loro figlia avranno possibilità maggiori di sopravvivere. Insomma, come sottolinea Time, Bill Gates “rimane sia ottimista sia realista”.
E al giornalista che gli chiedeva della sua grande fiducia nella possibilità di sollevare le nazioni dalla povertà permanente, Gates lascia parlare i numeri: “Se si va indietro al 1800, tutti erano poveri – dice – . Voglio dire tutti . La rivoluzione industriale ha beneficiato molti paesi ma non tutti. Anche negli anni ‘50 e ‘60, la maggior parte dei paesi era molto povera. India, Cina, Africa, tutti, ma l’Occidente viveva con meno di 2 dollari al giorno pro capite . Ma la curva si sta spostando e i redditi sono in aumento e ora la maggior parte di questi paesi hanno dai 5 ai 10 dollari di reddito medio. Che non sembra molto, ma è per persona e non per la famiglia e la cosa fondamentale è il potere d’acquisto, che a 10 dollari al giorno può essere molto elevato in un paese in cui le cose costano molto meno. Vivere con 6 dollari al giorno significa che hai un frigorifero , un televisore , un telefono cellulare , i tuoi bambini possono andare a scuola . Questo non è possibile con un dollaro al giorno”.

Nutrizione e vaccini sono i campi d’azione privilegiati della Fondazione Gates; la loro incidenza, secondo Bill Gates è fondamentale, un’incidenza “generazionale”, dice perché creare salute significa che i “bambini sani possono andare a scuola e lavorare e contribuire all’economia del loro Paese . Sì, è difficile vedere i benefici da subito …  I miglioramenti della salute ripagano una generazione su tutta la linea”.

In questo modo paesi un tempo beneficiati, sono diventati benefattori, vedi il Messico, il Brasile, la Cina, paese che, secondo Gates, grazie anche all’adozione di un sistema capitalista negli anni ’80, è passato da un tasso di povertà del 60 % al 10 %.

Gates individua, infine, alcuni paesi dove il progresso nel settore sanitario è sensibile: “Vietnam e Costa Rica hanno costruito sistemi primari – sanitari , che hanno ridotto la mortalità . Più di recente, Etiopia e Ruanda hanno fatto lo stesso . Il ministro della Sanità ruandese ha messo insieme 15.000 centri sanitari con personale composto da due donne ciascuno. Il Ghana, rispetto al suo reddito , gestisce un buon sistema sanitario, mentre la Nigeria ne gestisce uno povero rispetto alla sua ricchezza. C’è un po’ di varianza in Africa” .

Eppure Gates si dice ottimista circa l’Africa in generale, perché
nel corso degli ultimi cinque anni, 7 delle 10 economie in più rapida crescita al mondo si trovano in Africa; inoltre dal 1990, la durata della vita è raddoppiato e la mortalità infantile è diminuita di un terzo rispetto a solo pochi anni fa. “La globalizzazione ha reso rame e altri minerali più preziosi, e Ghana e Kenya hanno recentemente scoperto risorse minerarie. La domanda è, la ricchezza generata sarà usata per finanziare infrastrutture e scuole? Le nazioni africane sono ancora più povere di noi, sì. Ma il miglioramento della condizione umana ha gettato le basi per miglioramenti in tutta la loro società”.

Nota finale: Bill Gates dimentica di dire che in molti dei Paesi che ha citato la situazione politica è in tensione continua, e la democrazia un miraggio, fattori che non contribuiscono certo al benessere delle popolazioni. Affidarsi solo ai numeri può apparire superficiale, ma non infieriamo, anche Gates è un uomo, mica è Superman. (a.d)

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