Sir Alex Ferguson, Il “Re di Scozia” saluta Manchester

L’addio di Sir Alex Ferguson allo United

Sembrava non dovesse mai accadere, ma alla fine anche Sir Alex Ferguson ha detto stop. A fine stagione lascerà la panchina del Manchester United dopo ben 26 anni di permanenza ininterrotta e soprattutto dopo ben 38 titoli conquistati.

Sono stati scritti fiumi d’inchiostro su questo allenatore, ma probabilmente l’unico dato che riesce a rendere l’idea della grandezza di Ferguson è proprio il fatto di essere divenuto il punto di riferimento fondamentale per qualunque allenatore di calcio al mondo.

Più unico che raro Sir Alex, colui che non solo ha portato il Manchester nell’Olimpo del calcio internazionale, ma che ha creato la seconda età dell’oro del club dai tempi di George Best. Allora c’era Matt Busby, una specie di Ferguson ante litteram, e con lui una squadra inimitabile che dominò in Inghilterra e in Europa.

Dal 1986, anno in cui si insediò Sir Alex, lo United è ritornato alla ribalta, dapprima interrompendo il dominio in patria di squadre come il Leeds, il Nottingham Forest (dell’altro allenatore simbolo del calcio inglese, Brian Clough) e il Liverpool, e successivamente riportando i Red Devils a dominare il palcoscenico europeo.
Dopo il ritorno delle squadre inglesi nei tornei internazionali nel 1990, in seguito alla tragedia dell’Heysel, lo United diviene un punto di riferimento in Europa, grazie ad un gruppo di campioni che annoverò gente del calibro di Peter Schmeichel, portierone danese, l’irlandese Roy Keane, e soprattutto Eric Cantona e lo Spice Boy David Beckham, simboli per generazioni di appassionati.

Nel 1999, con un’incredibile rimonta negli ultimi minuti sul Bayern Monaco nella finale di Barcellona, il Manchester si laurea Campione d’Europa, e Sir Alex entra nella storia.

Un sergente di ferro, talvolta irascibile (ne sa qualcosa lo stesso Beckham colpito in pieno volto dai tacchetti di uno scarpino scagliatogli addosso dall’allenatore), il nome di Ferguson diviene proverbiale per gli allenatori di tutto il mondo. Riuscì nell’impresa di sostituire il divo Beckham con un ragazzotto sconosciuto proveniente dallo Sporting Lisbona, tale Cristiano Ronaldo, al punto che dopo la prima apparizione del portoghese ad Old Trafford i tifosi dei Red Devils si domandarono: “Becks who?!”

Con Ronaldo, gli eterni Giggs e Scholes, e con un attaccante del calibro di Wayne Rooney, nove anni dopo Barcellona, lo United trionfa nuovamente in Europa nella finale tutta inglese disputata a Mosca con il Chelsea, e si conferma sul tetto del mondo nel Mondiale per Club dello stesso anno. Il magico 2008 di Ferguson e del Manchester viene coronato dalla conquista del Pallone d’Oro di Cristiano Ronaldo.

Le due finali perse nel 2009 e nel 2011 contro il Barcellona non hanno minato la gloria dei Diavoli Rossi e del loro condottiero, capace di regalare ai propri tifosi un altro scudetto nella stagione in corso.

Gloria, trofei e un ricordo perenne resteranno il suo biglietto da visita, insieme alla certezza che ne passerà ancora di tempo prima che l’Europa e il mondo trovino un nuovo Sir Alex Ferguson.

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