Verso la Biennale 2013. I Padiglioni nazionali V

Ancora una tappa della guida minima tra le partecipazioni nazionali alla 55ma Biennale d’Arte di Venezia

L’apertura della 55ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è vicina: dal primo giugno, al 24 novembre in Laguna si riunirà quella sorta di Onu dell’arte che ci darà la misura delle tendenze a venire. Le questioni ambientali, ad esempio, sembrano essere sempre di più al centro delle preoccupazioni delle menti creative. Dategli torto…

 

cuba biennale venice venezia la perversion de lo clasico anarquia de los relatos art exhitionCUBA – Curatori: Jorge Fernández Torres e Giacomo Zaza. Commissario: Miria Vicini.

Artisti invitati: Rui Chafes, Pedro Costa, Tonel, Glenda León, María Magdalena Campos-Pons & Neil Leonard, Francesca Leone, H.H. Lim, Liudmila & Nelson, Hermann Nitsch, Sandra Ramos, Lázaro Saavedra, Gilberto Zorio, Wang Du.

All’interno del Museo Archeologico Nazionale riflessioni in bilico tra passato, presente e futuro. Gli artisti scavalcano i “recinti linguistici” per posizionarsi nel mezzo di aree tematiche differenti: nel rapporto tra potere e informazione, nella frammentazione segnica e nell’uso mediatico dell’immagine orgiastica. Le loro opere condurranno lo sguardo in territori enigmatici e “minacciosi”, nel flusso iconico della vita esasperata, emarginata dal sistema. Spiegano i curatori: “Mai prima d’ora era esistito un carattere tanto incerto quanto generalizzato dell’arte. Un fatto, questo, che ci costringe a ripensare i processi che definiscono il valore artistico e il significato che ha per noi la creatività. Il design, la moda e quanto ci viene restituito dal consumo generale, una sensorialità che segna la cartografia di un territorio profano pieno di intersoggettività. Tutte le narrazioni avanzano come voci intermittenti di molti discorsi. Sette artisti cubani dialogheranno, con sette artisti internazionali per convivere in uno spazio che ci fa soffermare sulla sua stessa natura e sulla visibilità che genera oggi il Museo. Possiamo percepire quella disarticolazione che vedeva il filosofo Jaques Rancière nel transito dalla funzione originaria delle opere alla loro condizione di oggetti museali. Discutere l’assegnazione dell’arte, ripensando i rapporti tra realtà e finzione, linguaggio e potere, arte e tempo”.

 

History Zero Stefanos Tsivopoulos al Padiglione Greco

GRECIA – Curatore: Syrago Tsiara. Commissario: Hellenic Ministry of Education and Religious Affairs, Culture and Sports.

Stefanos Tsivopoulos rappresenterà la Grecia con la sua opera History Zero, un film di tre episodi a fianco di un archivio di testo e immagini. Tema del film il valore del denaro e il ruolo del denaro nella formazione dei rapporti umani da parte tre individui molto diversi; un collezionista d’arte anziano, affetto da demenza, un immigrato  che vive con  il traffico di rottami metallici e un artista. Al centro dell’installazione, un archivio di esempi e prove di vari modelli di sistemi di scambio non monetari alternativi. Piuttosto che limitarsi a documentare questi modelli, l’archivio si pone come una dichiarazione politica che propone una riforma a modelli comuni autonomi e forme di sopravvivenza e di resistenza. History Zero, è stato appositamente commissionato per la Biennale. Arriva in un momento critico della storia greca ed europea. L’artista vede il culmine della crisi a più livelli come opportunità di interpretare una visualizzazione alternativa del futuro. History Zero implica non la fine, ma un punto di partenza, di ripresa e di crescita: l’inizio di qualcosa di nuovo.

Iraq

 

IRAQCuratore: Jonathan Watkins. Commissario: Tamara Chalabi. Artisti: Abdul Raheem Yassir, Akeel Khreef, Ali Samiaa, Bassim Al-Shaker, Cheeman Ismaeel, Furat al Jamil, Hareth Alhomaam, Jamal Penjweny, Kadhim Nwir, WAMI (Yaseen Wami, Hashim Taeeh)

Benvenuti in Iraq, questo il titolo del Padiglione,  mostra una selezione di opere di undici artisti contemporanei che si sono concentrati sulla vita e il lavoro nell’Iraq di oggi.  L’enfasi artistica è nella natura della vita di ogni giorno nel tormentato Iraq, esemplificata nei termini di “arrangiarsi e cavarsela”, dove l’inventiva nasce dalla necessità generata da straordinarie circostanze storiche. L’Iraq si insinua nello spazio espositivo, creando un’atmosfera da salotto dove i visitatori possono sedersi, leggere, conoscere la cultura irachena e bere il tè. Grazie alla collaborazione con la Biblioteca Nazionale dell’Iraq, libri e fumetti sono disponibili per la lettura.

 

KUWAITCuratore: Ala Younis. Commissario: Mohammed Al-Asoussi (National Council for Culture, Arts, and Letters). Artisti: Sami Mohammad, Tarek Al-Ghoussein.

Il primo Padiglione del Kuwait alla Biennale di Venezia s’accentra sulle opere dello scultore Sami Mohammad (1943), insieme a una nuova produzione fotografica di Tarek Al-Ghoussein (1962). L’idea di base è un’esplorazione dell’identità nazionale del paese arabo e delle metamorfosi che dagli anni della sua indipendenza politica, il Kuwait ha accolto e che hanno rigiardato non solo l’aspetto urbanistico del paese ma anche la scena artistica.

 

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MESSICOCuratore: Itala Schmelz. Commissario: Gaston Ramirez Feltrin.

Il progetto che rappresenta il Messico si intitola Cordiox ed è realizzato dall’artista Ariel Guzik. Cordiox è una macchina complessa che descrive lo spazio e l’ambiente attraverso il suono. I ritmi tonali creati sono cristallini, sottili ed espansivi, intimamente legati allo spazio stesso. L’opera produce nello spettatore un viaggio sonoro, permettendogli di transitare nello lo spazio udibile, un cammino che non può essere fatto fisicamente a causa della fragile condizione dell’edificio. Il suono che produce Cordiox non ha bisogno di alcun tipo di altoparlanti, amplificatori o applicazioni digitali, si espande nello spazio riverberante della vecchia cappella della Chiesa Ex-San Lorenzo, generando suono e un’immersione completa. Ariel Guzik, è meglio conosciuta come creatrice di macchine sonore complesse. I disegni delle sue macchine hanno un intento funzionale, con un alto grado di sofisticazione, derivante dallo sviluppo di tecnologie che potrebbero essere considerate come arcaiche rispetto a quelle in vigore nella scena delle avanguardie dell’arte elettronica.

 

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TUVALUCuratori: An-Yi Pan, Szu Hsien Li, Shu Ping Shih.  Commissari: Apisai Ielemia, Minister of Foreign Affairs, Tapugao Falefou, Permanent Secretary of Foreign Affairs, Tourism, Environment & Labour

 

_L’artista taiwanese Vincent JF Huang usa un umorismo nero per aumentare la consapevolezza di come la crisi climatica inghiotta la piccola isola paradiso di Tuvalu, in Polinesia, il più piccolo membro del Commonwealth (12mila abitanti) partecipa per la prima volta ad una Biennale.

Huang ha realizzato un impianto di pompaggio del petrolio che si trasforma in una macchina per macellare specie viventi; un acquario di barriera corallina è l’altra installazione che ospita resti della civiltà umana e un insolito spettacolo di ‘rifugiati’ (sculture di animali) messe in pericolo dal riscaldamento globale. Il Padiglione di Tuvalu, intitolato ‘Destiny Intertwined’ vuole essere metafora che accomune tutti gli essere umani nello stesso destino. La grande installazione della pompa interattiva ‘In nome della civiltà’, alta sei metri, sarà collocata presso il Forte di Marghera, la fortezza risalente al periodo napoleonico che fu costruita per la protezione della città di Venezia. L’installazione invita il pubblico a “pompare il gas” contemplando la morte del New York ‘Wall Street Bull’ (il toro di Wall Street) appeso al un cappio, e una tartaruga marina, disperatamente in attesa di essere decapitata. Huang usa queste ‘vittime animali’ per sottolineare che il perseguimento senza limiti dello sviluppo economico e il saccheggio delle risorse naturali della Terra portano effetti che non solo devastano l’ecosistema di un Paese Terzo Mondo, come Tuvalu, ma porteranno inevitabili disastri per l’economia capitalista del cosiddetto primo mondo.

L’accademia d’arte di Venezia è partner di questa iniziativa  ospitando opere d’arte e sculture di Huang. Attraverso questa collaborazione, il direttore dell’accademia, Carlo Di Raco, spera di ispirare i giovani artisti a riflettere su ciò che capita nella propria città con la costruzione del MOSE, progettato per proteggere Venezia dalle inondazioni e fermare l’ogni-crescente pericolo dell’inabissamento, lo stesso prospettato per l’isola  di Tuvalu.
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URUGUAYCuratori: Carlos Capelán, Verónica Cordeiro. Commissario: Ricardo Pascale.

Sculture in legno create attraverso un processo di ricomposizione creativa caratterizzeranno l’intero padiglione dell’Uruguay. Inviteranno i visitatori a riflettere sull’anima dei beni culturali. A realizzarle Wifredo Díaz Valdez (1932), scultore molto conosciuto sulla scena uruguaiana. La sua pratica ruota attorno allo smontaggio di mobili di uso quotidiano, attrezzi e utensili poi rimontati in nuovi oggetti artistici originali. Una ruota di carro, una finestra o un violino si trasformano così da manufatti funzionali ad oggetti pienamente artistici attraverso le mani di Diaz Valdez. L’artista è dunque la figura chiave nella trasformazione dalla praticità all’estetica. Da qui l’invito a soffermarsi sull’anima dell’oggetto piuttosto che sulla sua forma esteriore. (a.d)

 

LE TAPPE PRECEDENTI:

IL PALAZZO ENCICLOPEDICO

IL PADIGLIONE ITALIA

IL PADIGLIONE DELLA SANTA SEDE

PADIGLIONI NAZIONALI I

PADIGLIONI NAZIONALI II

PADIGLIONI NAZIONALI III

PADIGLIONI NAZIONALI IV

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