Uffizi: ultima occasione per ammirare la Tavola Doria, poi se ne riparlerà tra 4 anni

Tre mesi per vedere la Tavola Doria agli Uffizi prima che torni a Tokyo. La copia dalla Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci sarà esposta fino al 29 giugno nella Sala della delle Carte Geografiche affiancata da quattro tavole dipinte del XVI secolo raffiguranti copie o derivazioni da invenzioni originali di Leonardo. Non chiamatele solo copie, sono memorie; “Memorie di capolavori di Leonardo”, come titola l’evento curato da Cristina Acidini, Antonio Natali e Daniela Parenti

Nell’era della riproducibilità totale, è difficile comprendere il valore, o per dirla con le parole del direttore degli Uffizi, Antonio Natali, la “nobiltà” delle copie in mostra agli Uffizi. Eseguite da ottimi artisti le copie che dovevano riprodurre fedelmente non solo la qualità stilistica, ma anche le virtù poetiche dell’opera, restavano in città come testimonianza. E rispetto a Leonardo, scrive Natali: <<Fu Leonardospecialmente nella Firenze del Cinquecento – ad assumere il ruolo di maestro della nuova “maniera” e per conseguenza le sue creazioni fin da subito si fecero modello per i giovani che volessero educarsi all’arte: la Sant’Anna Metterza (si rammenti la coda di donne e uomini, di vecchi e ragazzi, che per due giorni s’affollò all’Annunziata per vederne il cartone), la Leda (composizione perduta ma assai studiata nelle due versioni: in piedi e accovacciata) e la Battaglia d’Anghiari, appunto (incunabolo vero e proprio della “maniera moderna”, insieme al cartone michelangiolesco per l’altra battaglia destinata a campeggiare monumentale nella Sala del Maggior Consiglio nel Palazzo dei Signori, quella di Cascina: “scuola del mondo”, come avrebbe detto Benvenuto Cellini)>>.

I dipinti in mostra sono dunque: Leda col cigno, Sant’Anna Metterza e due tavole raffiguranti l’episodio della lotta per lo stendardo tratto dalla pittura murale con la Battaglia d’Anghiari commissionata a Leonardo per la Sala del Maggior Consiglio nel Palazzo della Signoria nel 1503.

L’iniziativa che dà a tutti la possibilità di visitare la sala numero 16, spesso chiusa al pubblico è organizzata in concomitanza dell’arrivo agli Uffizi della Tavola Doria, opera uscita illegalmente dall’Italia e rientrata nel nostro paese durante il 2012, quale donazione del Fuji Art Museum di Tokyo.

Il Mibact l’ha assegnata in via definitiva alla Galleria degli Uffizi, dove arriva adesso dopo essere stata esposta al Quirinale subito dopo il suo rientro in Italia, ad Anghiari la scorsa estate e alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nell’ambito della recente esposizione su Machiavelli. Tra una tappa e l’altra, il dipinto è stato sottoposto a un intervento di restauro e a indagini da parte dei tecnici dell’Opificio delle Pietre Dure, la cui direzione diffonderà i risultati in occasione della giornata di studi che si terrà il 22 maggio prossimo. In occasione della sua esposizione agli Uffizi, l’opera è stata inserita in una teca climatizzata, che garantisce le necessarie condizioni di conservazione. L’accordo con il Fuji Museum prevede che al termine dell’esposizione la tavola sia nuovamente trasferita in Giappone dove rimarrà per quattro anni, prima di tornare a Firenze.

La mostra sarà anche l’occasione per poter ammirare la Sala delle Carte Geografiche, che prende il nome dalla presenza dei territori del Granducato di Toscana raffigurati sulle pareti da Stefano Bonsignori; per questa sua preziosità la sala, adiacente a quella che ospita le opere autografe di Leonardo da Vinci, è in genere chiusa al pubblico.

L’esposizione della Tavola Doria nella Galleria degli Uffizi, in vicinanza dei dipinti di Leonardo, porta all’attenzione del pubblico internazionale del museo la memoria di uno stato incompleto dell’originale della Battaglia di Anghiari“, scrive il soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, nel depliant realizzato da Giunti Editore che accompagna l’esposizione con schede e fotografie delle opere. “La Tavola Doria – continua il Soprintendente – non risponde ai quesiti sull’effettiva presenza e consistenza della Battaglia progettata da Leonardo, ma con ogni probabilità ci riporta nelle immediate vicinanze d’essa, un’impresa artistica che dopo mezzo millennio continua a suscitare curiosità e interesse”.

(www.polomuseale.firenze.it )

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