Strenne, un libro d’arte è sempre meglio

Come premessa è bene sgomberare il campo dai luoghi comuni: i libri d’arte non sono sempre troppo costosi. Questa piccola guida alla strenna è di conseguenza legata a due principi: regalare un po’ d’arte, come augurio a prendere in considerazione le cose importanti della vita, e non spendere un patrimonio. Vi pare poco?

Apriamo con uno sguardo in casa Skira. Per gli appassionati di fotografia (e non solo) è imperdibile La Fotografia. Dalla Stampa al Museo 1941–1980 (vol. 3) a cura di Walter COP_8517_Foto_ita_trade_III_ok:copArteXXSkira 2ITADEFGuadagnini (Testi di Urs Stahel, Francesco Zanot, Camiel van Winkel) (60 euro). Il libro affronta anni fondamentali per lo sviluppo dell’immagine fotografica come arte.

<<Nel 1940, con la nascita del Dipartimento di Fotografia all’interno del MoMA di New York, la fotografia viene definitivamente riconosciuta come una delle arti più importanti del XX secolo: è la conclusione di un percorso durato cento anni, e insieme l’avvio di una nuova stagione. Su questa data cruciale si apre questo volume, che giunge sino al 1980, attraversando quarant’anni di eventi storici e sociali che la fotografia ha raccontato, documentato e interpretato dalle pagine dei giornali, attraverso libri epocali e mostre memorabili. È questa la stagione del grande fotoreportage, della mitizzazione di figure come Henri Cartier- Bresson e Eugene Smith, della nascita dell’Agenzia Magnum, della diffusione planetaria delle riviste illustrate, da “Life” a “Paris Match” a “Epoca”. Sono gli anni in cui emergono i protagonisti del neorealismo italiano e della fotografia umanista francese, un mondo che trova la sua sintesi perfetta nell’esposizione “The Family of Man” del 1955. Ma è anche il periodo in cui inizia a incrinarsi la sicurezza della fotografia nella sua capacità di guardare e raccontare oggettivamente il mondo; figure come Robert Frank, Ed van der Elsken, William Klein aprono la strada a quel HIRSTdocumentario soggettivo che Urs Stahel analizza in uno dei tre saggi che compongono il volume insieme alle monografie dedicate ai singoli autori ed eventi>>.

 

Se siete ancora indecisi su Damien Hirst, se non vi fate capaci come mai questo ex giovane britannico sia uno degli artisti più celebrati della contemporaneità, Relics il catalogo curato da Francesco Bonami in occasione dell’omonima mostra a Doha si configura come la più completa e Layout 1aggiornata monografia sull’artista inglese (60 euro). Discorso analogo possiamo fare per Agostino Bonalumi: All the Shapes of Space 1958-1976, catalogo curato da Francesca Pola per la mostra omonima a Londra. Un’importante monografia dedicata all’artista scomparso lo scorso 18 settembre. Oltre a un’ampia ricostruzione storico-critica del suo percorso di questi decenni e circa 180 immagini tra opere e documenti, la monografia pubblica una selezione di suoi testi d’epoca, un’intervista inedita una prima mappatura iconografica dei lavori di Bonalumi presenti nelle istituzioni museali di tutto il mondo. Il volume restituisce la vitalità e densità dell’esperienza artistica di Bonalumi sottolineandone sia le radici e specificità italiane sia gli intrecci, i dialoghi e la sintonia di connessioni e idee con il panorama internazionale. (59 euro)

Notizia extra. Dal 9 al 20 dicembre Skira farà la consueta vendita speciale natalizia (traducendo: a prezzi scontati) al bookshop interno (Via Torino A.Angela_Piatto61 a Milano pianoterra).

 

Divulgazione allo stato puro per il libro di Alberto Angela, Viaggio nella Cappella Sistina (Rizzoli, 20 euro)

Con un’introduzione del direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, il volume si configura come un percorso alla scoperta della storia, dei segreti e delle curiosità di uno dei massimi tesori dell’arte d’ogni tempo.  Sempre per Rizzoli, uno sguardo originale sulla storia dell’arte. E’ quello offerto da Philippe Daverio nel suo Guardar lontano veder vicino. Esercizi di curiosità e storie dell’arte (35 euro). <<Allontanandosi dalla storia dell’arte accademica, i percorsi di Philippe Daverio aprono sempre nuove prospettive su periodi e artisti già molto frequentati, come Piero della Francesca, Mantegna o Michelangelo. Il racconto e la scelta delle immagini non sono mai banalmente divulgativi, ma, pur con un linguaggio accessibile, l’autore affronta ogni argomento con un atteggiamento di ricerca e di curiosità, stimolando l’interesse nel lettore. Un nuovo libro che parla di arte attraverso storie di persone e di immagini, dalla passione di Tiziano per i cani a quella di Parmigianino per l’alchimia, dalla rivoluzione giottesca, all’anarchia di Leonardo>>.

 

sgarbi-lAncora un nome capace di far parlare di sé: Vittorio Sgarbi presenta per Bompiani Il Tesoro d’Italia (22 euro), un magnifico percorso nelle testimonianze che precedono il Rinascimento. <<C’è un’Italia protetta e remota a Morano Calabro, a Vairano, a Rocca Cilento, a Vatolla, a Giungano, a Torchiara, a Perdifumo, incontaminati presidi del Cilento. Poi ci sono le apparizioni. Come gli affreschi di Sant’Angelo in Formis, come il duomo di Anagni con il quale si apre il racconto pittorico di questo libro, anche se i primi segnali della lingua nuova, diretta, espressiva, sapida, sono nella scultura, a partire da Wiligelmo a Modena in parallelo con i primi vagiti della lingua italiana. Quei confini nei quali sono ristretti a coltivare i campi, cacciati dal Paradiso terrestre, Adamo ed Eva. Poco più tardi vedremo altri contadini affaticati, di mese in mese, nel Battistero dell’Antelami a Parma. Soltanto a Ferrara il lavoro sembrerà riservare una imprevista felicità. Il Maestro dei Mesi trasmette il piacere che ha provato estraendo fanciulli dalla pietra. Siamo nel 1230, in largo anticipo sul ritrovamento della vita nella pittura, prima ancora che in Toscana, nel cuore della Valle Padana, a Cremona, con il racconto delle storie di Sant’Agata di un maestro anonimo; non sarà un caso che la nuova lingua toscana in pittura si espanda fino a Padova con Giotto nella Cappella degli Scrovegni, e di lì in tutto il Nord. Siamo in apertura del Trecento, e diventa lingua universale quella che ha iniziato a parlare Giotto, ponendosi davanti le energie dei corpi e la loro azione, con una tale efficacia da determinare quasi un secolo di imitatori, le cui gesta noi parzialmente raccontiamo accompagnando il viaggiatore e il lettore in Toscana e altrove, fino ad arrivare, in chiusura di secolo, a Lorenzo Monaco, sfinito interprete di un gotico fiorendo. E che fiorirà – eccome fiorirà! – e sarà l’ultimo giardino, perché con la vita vera si confronterà, con la stessa energia del Giotto franco, consistente e dominante con la sua umanità, il giovane Masaccio. Dopo questo lungo travaglio la pittura italiana entra nella sua piena maturità. Di tante tappe, allora, verso la felicità espressiva nel Rinascimento, questo libro, come una lunga avventura, dà conto in una continua sorpresa>>.

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Per le benemerite edizioni Johan & Levi, un pamphlet di Angelo Crespi dal titolo più che eloquente Ars Attack. Il bluff del contemporaneo (10 euro). Sulla scia di una scuola di pensiero che va da Robert Hughes a Jean Clair, il piccolo volume (104 pagine) “si pone come un manuale di sopravvivenza in una giungla sempre più intricata, una scialuppa di salvataggio per chiunque senta di aver perso la bussola, per chi naviga controcorrente e crede ancora nell’arte. Quella vera”.

<<Calzini sporchi, palloni gonfiabili, squali in formaldeide, asini tassidermizzati, e poi sassi gettati per terra, tanta pornografia e molta coprofilia. Dissacrazione, nonsense, divertimento inutile sembrano le nuove categorie dell’arte contemporanea, in cui solo il mercato definisce il valore di un’opera, e ogni giudizio estetico è bandito. Oggi niente ha più senso se non il marchio di fabbrica dell’artista che genera, al di là del risultato, arte come il melo fa le mele, obbedendo al cieco verbo della produzione e del guadagno, mentre i musei del contemporaneo, vuoti esoscheletri senza contenuti, certificano i prezzi di questi nuovi “titoli spazzatura”…>>

SNP1381743336_719_scheda_libro_immagine_cover_ty_netE sempre per Johan & Levi, troviamo:

Infinity Net, l’autobiografia di Yayoi Kusama (22 euro). E’ il racconto in prima persona della parabola di una delle personalità più eccentriche, ambivalenti e incantevoli dell’arte contemporanea, autoesiliatasi da oltre 40 anni in un ospedale psichiatrico (qui gli approfondimenti)

Un lungo incontro con una straordinaria personalità creativa e umana. Ettore Sottsass. Tornano sempre le primavere, no? Di Giuseppe Varchetta (Johan & Levi 30 euro). Varchetta, psicologo dell’organizzazione e fotografo, comincia a fotografare Ettore Sottsass nel 1978, quando il designer ha già SNP1384514569_430_scheda_libro_immagine_cover_ttsasssessant’anni, e lo segue sino agli ultimi giorni. In un racconto discreto, attento, a tratti intimo, Varchetta scruta per trent’anni il viso dell’amico e lo accompagna nel suo mutamento progressivo, cogliendo con acutezza le sfumature della sua malinconia e, al di là della tristezza, il suo sorriso così simile a un’esplosione di empatica energia. Un testo di Marco Belpoliti che introduce alle immagini e al personaggio apre il volume che si chiude con la lunga intervista a Ettore Sottsass di Hans-Ulrich Obrist del febbraio. Il commiato è lasciato a Michele De Lucchi che con affetto saluta il Maestro.

 

Chiudiamo quest guida minima con le proposte di Electa.

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Francesca Bonazzoli, Michele Robecchi,  Io sono un mito. I capolavori dell’arte che sono diventati icona del nostro tempo (20 euro). Con una prefazione di Maurizio Cattelan, il libro ci racconta perché alcune opere d’arte, come la Gioconda di Leonardo, la Nascita di Venere di Botticelli, Guernica di Picasso e L’urlo di Munch sono diventate icone popolari e universali riconosciute da tutti. (qui gli approfondimenti).

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Con una mostra itinerante che da qualche anno in qualsiasi città del Bel Paese approdi ammalia decine o centinaia di migliaia di persone, Steve McCurry ci racconta Le storie dietro le fotografie (59 euro), ovvero un dietro le quinte di reportage che hanno fatto la storia del fotogiornalismo di questi anni. giunto alla seconda ristampa e di nuovo in libreria dal 10 dicembre 2013, il grande fotoreporter torna ad incontrare il pubblico milanese mercoledì 11 dicembre in occasione dell’apertura della mostra #Lifeframes (www.lifeframes.it). (qui gli approfondimenti)

 

Con E questa la chiami arte? 150 anni di arte moderna in un batter d’occhio (24 euro) Will Gompertz, arts editor della BBC, accompagna il lettore in un tour attraverso l’arte moderna (nell’accezione anglosassone del termine) cercando di rispondere agli interrogativi più ricorrenti sul tema: cosa si intende quando si parla di arte moderna? Perchè è così difficile comprenderla e perchè vale così tanto?  (qui gli approfondimenti).

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Monika Bulaj: NUR La luce nascosta dell’Afghanistan (32 euro) <<Dal confine iraniano a quello cinese, armata solo di taccuino e macchina fotografica, Monika Bulaj compie un intenso viaggio nella terra degli afghani dividendo con loro cibo, sonno, fatica, freddo, riso e paura. Un reportage fotografico sulla vera faccia dell’Afghanistan e dei suoi abitanti. Non un reportage di guerra, ma ritratti di vita: gli scatti di Monika Bulaj sono raccolti in un libro autoriale e personale, le fotografie sono accompagnate da appunti di viaggio nati dall’incontro ravvicinato con gli abitanti afghani. Balkh, Panjshir, Samanghan, Herat, Kabul, Jalalabad, Badakshan, Pamir Khord: rifiutandosi di viaggiare con un’unità militare, l’affermata reporter ritrova un mondo quasi nascosto che gli europei amarono e che ora, dopo dieci anni di presenza militare, hanno rinunciato a conoscere. La testimonianza della Bulaj, attraverso duecento fotografie di forte impatto, illustra la vita quotidiana di donne e bambini, la scuola, la religione, la coltivazione e il consumo dell’oppio, i costumi dei nomadi>>.

(a cura di a.d)

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