Pissarro, l’anima dell’Impressionismo si ammira al castello di Pavia

Pissarro l’anima dell’impressionismo 21 febbraio – 2 giugno 2014. Alle scuderie del Castello Visconteo di Pavia dopo i 75344 visitatori della mostra su Monet arriva un altro importante artista del movimento impressionista: Camille Pissarro

Sotto il claim di Visit Different”, Alef Cultural Project porta a Pavia un percorso attraverso lavori di Pissarro provenienti da tutto il mondo. Un viaggio lungo le tappe fondamentali dell’evoluzione artistica di colui che fu una figura indispensabile per la nascita e lo sviluppo dell’Impressionismo, un’autorità morale ma uomo modesto e fortemente auto-critico, eppure forte di convinzioni artistiche e politiche che hanno influenzato molti artisti. Pisarro l’anima dell’Impressionismo, titola la mostra; l’autorevolezza dell’arte ci piace aggiungere, che però tra le superstar del movimento artistico più amato dal pubblico, è – immeritatamente – tra i meno celebrati. E così Pissarro (nato nelle Indie occidentali nel 1830, scomparso a Parigi nel 1903), solo verso la fine della sua vita cominciò a godere di sicurezza finanziaria, anzi, ricevette riconoscimento ufficiale solo nel 1903, anno della sua morte, quando due delle sue opere furono acquistate dal Louvre.

PissarroGli occhi chiari, una barba rabbinica, una calma dolcissima nei gesti, un sorriso umile: Pissarro aveva modi da maestro spirituale e Cézanne, infatti, lo definiva “maestro” e  “un padre” , e Renoir diceva che era un “rivoluzionario”. L’unico artista ad esporre in tutte le otto mostre impressioniste tra il 1874 e il 1886,  fu lui a scrivere la lettera di fondazione del movimento .

I tranquilli paesaggi della campagna francese, l’esplosione del verde nella sua infinita gamma di tonalità, le foglie svolazzanti al vento, i mucchi di fieno odoroso, i cieli mutevoli, le pennellate vivaci, gli impasti densi di luce, fanno di Pissarro uno straordinario pittore di paesaggi. Eppure il suo interesse costante è per la condizione umana, i suoi quadri vibrano di vita umana. Al contrario di altri impressionisti, da Cezanne, a Monet a Sisley, Pissarro non ama le scene disabitate, nella sua produzione quasi non esistono. Il suo paesaggio è fatto dagli uomini, a volte le figure sono in primo piano, altre messe silenziosamente sullo sfondo, eppure impossibili da ignorare. Gente comune nel suo ambiente, un mondo semplice e rustico cui l’artista guarda senza paternalismi ma attraverso la lente dell’osservazione sociale. Attenzione che porta con sé anche quando dipinge la città, quando dalla camera in affitto dell’hotel de Russie a Parigi osserva in basso il boulevard Montmartre scoprendo altri paesaggi, forse meno intimi, ma più rapidi, come il ritmo urbano impone.

Senza paura di sperimentare, Pissarro ha cambiato il suo approccio tecnico più di ogni altro artista nel cerchio impressionista, ispirato in età giovanile da Corot e Coubert, ammirato da Monet, ha appreso da Cezanne il senso della solidità, ha intravisto prima degli altri la grandezza di van Gogh trovando infine in Seurat e Signac quella tecnica divisionista che a un certo punto della vita ne ha caratterizzato l’opera. Perché Pissarro è l’esempio di una mente aperta, sempre disposto a studiare e imparare da tutto ciò che lo circonda, desideroso di cambiare e rinnovare se stesso prima del mondo. Per questo è un maestro vero.

Della mostra sono ancora pochi i dettagli forniti dall’organizzazione: sarà uno spettacolo sensoriale – annunciano –   dove i dipinti si animano attraverso proiezioni mentre all’interno dello spazio espositivo si diffondono fragranze selezionate in base ai temi trattati per un’esperienza completamente immersiva. Le video proiezioni, oltre ad esaltare la componente emotiva delle opere stesse, forniranno al visitatore una serie di approfondimenti testuali sui principali dipinti esposti diventando anche un dinamico supporto didattico.
Un percorso espositivo innovativo pensato e costruito per entrare in contatto diretto con l’uomo oltre che con l’artista. La visita potrà proseguire anche in una sezione della Quadreria dell’Ottocento, Collezione Morone dei Musei Civici di Pavia in cui l’arte di Pissarro sarà messa a confronto con quella di un artista italiano suo contemporaneo anch’egli profondamente legato al tema della terra e della vita rurale: Giuseppe Pellizza da Volpedo. (www.scuderiepavia.com )

 

(a.d)

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