Mostre: TAV, come le grandi opere cambiano il paesaggio. Al MAXXI

TAV. Bologna – Milano. Fotografia, ricerca e territorio | 15 marzo – 21 aprile 2013, al MAXXI di Roma. Una mostra curata da Francesca Fabiani e William Guerrieri

La fotografia sin dalla sua nascita è stata la muta ma inesorabile testimone delle grandi opere: ponti, grattacieli, ferrovie, linee elettriche hanno trovato nello scatto dei fotografi una sorta di celebrazione che assieme ai manufatti esaltava il progresso di cui diventavano simbolo. Ma con l’avanzare degli anni, con l’emergere dei problemi legati alla gestione dei territori, anche l’occhio dei fotografi è mutato e più che soffermarsi sull’opera in sé è andato a cogliere quelle trasformazioni che le grandi opere hanno prodotto sul paesaggio, sia in termini fisici sia sociali. E’ da questo presupposto che la mostra del MAXXI parte, in un percorso che in cento immagini di dieci fotografi diversi indaga i lavori per l’Alta Velocità della tratta Bologna – Milano dall’anno 2003 al 2009.

Spiega Margherita Guccione, direttore del MAXXI Architettura: “L’indagine dei fotografi sui paesaggi delle infrastrutture si conferma uno straordinario strumento per leggere la contemporaneità e per interagire con il pensiero di chi progetta i grandi scenari territoriali. Per questi significati la fotografia è uno degli assi portanti del Museo di architettura”. Un lavoro che non ha alcun intento spettacolare ma che piuttosto va inteso come ricerca, senza la pretesa di esaustività ma confidando nella visione peculiare di ciascun fotografo. Gli statunitensi John Gossage e Tim Davis;  il francese Dominique Auerbacher; l’olandese Bas Princen e gli italiani  William Guerrieri, Guido Guidi, Walter Niedermayr, Vittore Fossati, Cesare Ballardini e Marcello Galvani hanno messo in atto quella che è stata battezzata “un’azione conoscitiva di tipo collettivo”, prendendo in considerazione alcune aree significative vicine ai cantieri, come il ponte di ferro sul fiume Po, il tunnel di Fontanellato, il viadotto Modena, le gallerie naturali del percorso urbano di Bologna, e, nell’ultima fase del progetto, grazie alla collaborazione di architetti, urbanisti e storici, l’indagine è stata rivolta alle opere di “mitigazione ambientale” e alla tecnologia utilizzata per il controllo della marcia del treno.

Il progetto di indagine è stato realizzato da Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea un’associazione di enti pubblici con sede a Rubiera (Reggio Emilia) che dai primi anni Novanta conduce un’attività di indagine fotografica sul territorio, soprattutto regionale, testimoniandone i caratteri locali ma anche l’impatto della globalizzazione. Al pubblico la libertà di fare le proprie valutazioni. (g.m)

Informazioni: www.fondazionemaxxi.it

 TAV_G.Guidi

 

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