Mostre imperdibili: tutto Martin Scorsese al Museo del Cinema

Martin Scorsese di scena fino al 15 settembre 2013 alla Mole Antonelliana. “Scorsese” è una coproduzione Deutsche Kinemathek e Museo Nazionale del Cinema di Torino, a cura di Kristina Jaspers e Nils Warnecke. L’allestimento torinese è curato da Nicoletta Pacini e Tamara Sillo

Vivere per raccontarla” è il titolo che Gabriel Garcia Marquez ha dato alla sua autobiografia. Non è il miglior libro di Gabo, ma lancia una straordinaria luce sulla potenza totalizzante che il dono dell’arte può avere su un uomo. Tanto che – letteralmente – si vive per essa, si vive perché quello che la vita regala o meglio ancora, ciò che toglie, possa diventare materia prima per quello che sarà: un romanzo, un film, un dipinto.  Martin Scorsese in una famosa intervista affermò che senza il cinema non vivrebbe, una dichiarazione che nel suo caso va presa alla lettera, o per dirla con il direttore del Museo dei Cinema (e della Mostra di Venezia), Alberto Barbera, “pone l’artista italoamericano in cima a un’ideale classifica dei registi-cinefili per i quali non c’è vita al di fuori del cinema”. Quello che va in scena nella Mole Antonelliana è dunque il lungo racconto della magnifica ossessione di un uomo. “Non è solo la prima esposizione in assoluto dedicata all’universo cinematografico di Scorsese. – scrive Barbera nel saggio di catalogo – È’ anche, e soprattutto, la più sorprendente esplorazione delle principali ossessioni della sua esistenza, realizzata con il suo consenso e grazie alla possibilità di accedere all’immenso archivio personale, costruito giorno dopo giorno, accumulando con la stessa paziente e insaziabile vocazione del collezionista ‘museale’, gli oggetti, i materiali, i reperti, le testimonianze, i documenti che sono entrati a far parte del suo mondo sin dalla sua infanzia. Ricordi, frammenti, impressioni, oggetti d’amore e di desiderio, come tessere di un gigantesco mosaico i cui confini finiscono per identificarsi con il monumento d’immagini che è l’opera cinematografica di Scorsese, cioè la sua stessa vita”.

Lungo il percorso della mostra, che arriva a Torino dopo esser stata ospitata negli spazi della Deutsche Kinemathek, corre l’omaggio al genio artistico di Scorsese, al suo personalissimo stile, ai suoi temi, e infine, al suo impegno per la conservazione del patrimonio cinematografico internazionale che realizza soprattutto grazie all’opera della sua The Film Foundation, un vero e proprio ponte tra passato e futuro della settima arte che Scorsese con grande poesia ha raccontato, in maniera diversa, nel 2011, in Hugo Cabret. Un film in 3D ad alta tecnologia eppure dedicato all’ingenuità del cinema degli albori e a quel pioniere che fu Georges Melies.

Punto di partenza della mostra è l’Aula del Tempio, cuore del museo, dove una spettacolare scenografia rende omaggio a New York, la prima protagonista dei film di Scorsese; c’è la Little Italy della sua infanzia, raccontata attraverso una mappa delle location, gli spezzoni dei film che vi ha ambientato e una serie di oggetti di scena, come i costumi di Gangs of New York e il vestito rosso indossato da Michelle Pfeiffer in L’età dell’innocenza.

Il percorso espositivo continua poi sulla rampa elicoidale fino al livello +25 dove fotografie, scenografie, bozzetti, lettere, partiture musicali, oggetti di scena, manifesti e nelle piccole sale di proiezione raccontano i temi “forti” del cinema di Scorsese: famiglia, fratelli, uomini e donne, eroi solitari, New York, il Cinema. Non mancano gli approfondimenti sulle straordinarie tecniche cinematografiche di Scorsese. Notorio è il dettaglio maniacale col quale cura ogni particolare, col quale lascia interagire macchina da presa, montaggio, suono, fotografia, movimento. Lavorando come un architetto Martin Scorsese fa parte di quei registi che durante la pianificazione delle riprese stabiliscono negli storyboard, immagine per immagine, l’esatta struttura visiva di un film, qualcosa di simile fa con la musica.

Riprese, montaggio, musica nelle opere di Scorsese come parte conclusiva dell’esposizione il cui allestimento (grazie a pannelli descrittivi e ai monitor che rimandano spezzoni) dà la possibilità anche al visitatore meno cinefilo, di entrare appieno nell’universo creativo del regista. Una novità è la guida multimediale su iPad, realizzata in collaborazione con la Fondazione Diversabilia. Contiene un testo introduttivo di ogni area tematica e una selezione di 20 opere presenti in mostra, descritte e commentate direttamente da Scorsese, con audio originale e la trascrizione in italiano e inglese. E, appena fuori dal museo, sulla cancellata esterna della Mole Antonelliana 14 grandi immagini di Brigitte Lacombe che mostrano diversi set di Martin Scorsese. Un programma di eventi e visite guidate dedicati ad adulti e bambini accompagna la durata della mostra (www.museocinema.it/educa ) (g.m)

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