Mostre imperdibili. Marguerite Yourcenar e Adriano, a Tivoli

Marguerite Yourcenar. Adriano, l’antichità immaginata / Tivoli, Villa Adriana, fino al 3 novembre 2013. Una mostra a cura di Elena Calandra e Benedetta Adembri

Una mostra sulla scrittrice e sul suo capolavoro, una panoramica sull’iter creativo che ha portato Marguerite Yourcenar (1903-1987), alla realizzazione de Le memorie di Adriano in quel luogo di straordinario fascino che proprio l’opera dell’autrice franco – belga ha contribuito a far conoscere al mondo. Nella residenza dell’imperatore Adriano, a Tivoli, più precisamente nelle sale dell’Antiquarium, ecco un suggestivo racconto fatto di carteggi, fotografie d’epoca, sculture e incisioni.

La mostra si apre con la biografia e le opere di Marguerite Yourcenar che, come poche altre scrittrici, ha curato la propria immagine da tramandare ai posteri: tre i volumi autobiografici, una più che meticolosa selezione, e talvolta manipolazione, delle proprie lettere da concedere al dominio pubblico. Numerosi documenti ripercorrono la vita e l’opera letteraria, una galleria fotografica con ritratti d’autore della scrittrice in diverse età – a cominciare da quella pressoché inedita di Yousuf Karsh del 1987, immagine coordinata della mostra –, e poi del padre e della madre, delle sue dimore e dei suoi viaggi, dei suoi amori, delle cerimonie che l’hanno vista coinvolta, come l’eccezionale elezione fra gli Immortali di Francia nel 1980. Invitabile imbattersi nella passione della scrittrice per l’antichità greco-romana, i quei materiali che ne rivelano l’interesse e che lei adoperò per ispirarsi durante la stesura delle Memorie di Adriano. E si tratta di fotografie, cartoline e dei preziosi taccuini mai esposti in Italia. Non manca una galleria dei ritratti dei personaggi principali del romanzo, in arrivo da importanti musei: Adriano, Plotina, Sabina, Antinoo, Elio Cesare, Traiano, Marco Aurelio.

Ma prima ancora che le fonti iconografiche furono i numerosi i viaggi a legare Marguerite Yourcenar all’Italia, che visitò già a partire dagli anni venti in compagnia del padre. Il suo amore per Capri, dove mantenne una dimora presso “La Casarella”, i suoi soggiorni sul Lago Maggiore, e soprattutto la frequentazione di Villa Adriana, che visitò per la prima volta nel 1924, ventenne. Una foto la ritrae durante questa prima visita tra le rovine, che definì “libere e selvagge” e che tornò a visitare nel ’52 e nel ’58, dunque ben dopo la pubblicazione del libro, uscito a parigi nel 1951.

Ampio spazio è infatti dedicato alla raccolta dei materiali relativi alla pubblicazione delle Memorie di Adriano. Dai Musei Vaticani arriva il mosaico ottocentesco con l’aquila che rapisce Ganimede, motivo riprodotto sulla sovraccoperta dell’edizione italiana del romanzo, pubblicato da Einaudi. E poi, in sfilata, uno scritto inedito sulla genesi del romanzo, le prime edizioni in varie lingue, compresa una rara prima edizione italiana ritirata dal mercato per volontà della Yourcenar, perché la traduzione non era stata sottoposta alla sua revisione. A proposito di traduzioni Lidia Storoni Mazzolani, traduttrice e amica della scrittrice è ricordata da una serie di fotografie e dall’esposizione di lettere e cartoline a lei indirizzate dalla Yourcenar, alcune inedite, e da un esemplare delle Memorie con dedica. Dal carteggio si nota l’attenzione estrema dell’autrice per la scelta di ogni termine da impiegare nella traduzione. Il tutto accompagnato da un lavoro fotografico di Marco Delogu del 1988 che interpreta, all’indomani della scomparsa della scrittrice, alcuni passi del romanzo scelti appositamente dalla Storoni.

Il percorso espositivo si conclude con una rassegna degli adattamenti teatrali delle Memorie e in particolare la fortunata riduzione scritta da Jean Launay e messa in scena in Italia da Maurizio Scaparro, con la memorabile interpretazione di Giorgio Albertazzi nelle vesti di Adriano. In mostra il copione originale con le annotazioni del regista e di Albertazzi, il manifesto, la locandina e il progetto di allestimento originale documentato da numerose foto della prima rappresentazione in Villa.

Ma la mostra non si conclude all’Antiquarium, prosegue tra le vestigia della Villa, nei luoghi del romanzo cari alla scrittrice, il vecchio leccio dove amava sostare, il Canopo, il Teatro Marittimo.

Informazioni: www.coopculture.it (g.m)

 

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