Mostre Firenze: Zhang Huan, tra anima, materia e cenere

Zhang Huan: L’anima e la materia / Soul and Matter. Firenze, Palazzo Vecchio e Forte Belvedere. 8 luglio – 13 ottobre 2013. Una mostra a cura di Olivia Turchi con la direzione artistica dello storico dell’arte Sergio Risaliti che presenta alcuni dei lavori più significativi dell’ultima produzione dell’artista

Dopo aver ospitato in passato artisti come Henry Moore, Fausto Melotti, Mimmo Paladino, Mario Merz, Giuseppe Penone, Anish Kapoor, Jean Michel Folon il Forte Belvedere, già teatro di un tragico incidente che ne ha determinato la chiusura, torna ad essere casa del contemporaneo. Di scena tra Palazzo Vecchio e il monumentale maniero fiorentino, le opere di uno degli artisti più interessanti del panorama attuale: il cinese Zhang Huan, l’artista degli eroi di cenere,  capace di sposare la spiritualità buddhista (è Jushi, ovvero monaco laico) con l’arte tradizionale , le influenze di un occidente che lui conosce benissimo (per avervi a lungo vissuto), e le esigenze di un racconto contemporaneo pronto a guardare alla storia e ai suoi intrecci, alle somiglianze e alle connessioni. Così dopo un soggiorno fiorentino, con la mente e gli occhi pregni delle suggestioni evocate dal Rinascimento, dai suoi artisti e dai suoi mecenati, il cinese Huan identifica nell’ultra-modernità di Singapore la pietra di confronto, la capitale creativa di questo millennio, dove pure il peso della tradizione resta leggibile tra le mille pieghe del quotidiano.

3 Peace -Zhang Huan, Forte Belvedere - photo Guido Cozzi

«Le enormi ma caduche statue di Zhang Huan – sottolinea Sergio Givone, assessore alla Cultura del Comune che ha sposato il progetto sin dall’inizio – guarderanno per tutta l’estate Firenze dall’alto del Forte Belvedere, monumentale bastione che finalmente riaprirà alla città riconsegnandole uno dei suoi più bei panorami. La gioia per questo evento mette in evidenza anche un’anima meno nota ma non per questo meno importante della città: quella contemporanea. Le statue di Huan sono brevi come il tempo di una mostra, colossi di cenere destinati a disfarsi al vento. L’auspicio è che la riapertura del Forte Belvedere e quanto esso rappresenta per Firenze siano di ben più lunga durata».

 

Prosegue Sergio Risaliti: “Un percorso che aggiunge complessità e interesse ulteriore alla dialettica tra antico e contemporaneo, tra passato e presente, tra occidente e oriente. Situazione di non facile contenimento e controllo concettuale e logistico, che si arricchisce di tante prospettive, di diversi pensieri e immaginazioni, dal momento che la dialettica culturale avviene in  luoghi di altisonante densità storico artistica, dove si trovano capolavori come il Vittorioso di Michelangelo e la Giuditta di Donatello. Uno dei massimi protagonisti dell’arte dei nostri giorni, Zhang Huan, giungendo con le sue opere dalla Cina, provoca qui un confronto assolutamente inedito e imprevisto tra arte rinascimentale e cultura figurativa contemporanea ».

 

«Zhang Huan è un artista a tutto tondo, un audace sperimentatore sia nell’uso delle tecniche sia nelle tematiche che affronta – conclude  Olivia Turchicapace di far convivere  la cultura orientale con la rappresentazione artistica occidentale e di coniugare nei suoi lavori tradizione ed innovazione, antico e contemporaneo, passato e presente. È proprio per la capacità dell’artista di creare con la sua poetica connessioni estetiche e culturali tra i due mondi, oriente e occidente, e di essere in grado di rendere contemporaneo il legame con la storia, che Firenze è, a mio avviso, la città che può celebrare la sua arte ed essere, al tempo stesso, celebrata da Zhang Huan».

 

Zhang-Huan-in-Palazzo-Vecchio-photo-Guido-Cozzi

IL PERCORSO ESPOSITIVO

A Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, ecco Confucius (2013), statua realizzata in marmo bianco di Carrara, usato per la prima volta da Huan in omaggio alla tradizione della grande scultura rinascimentale. Donata dall’artista al Comune, l’opera, pensata appositamente per il luogo, si mette in relazione con i temi iconografici della Sala, facendo dialogare il valore simbolico rappresentato dalla figura morale di Confucio con quello politico e sociale del contesto in cui si colloca. (foto a lato)

Confucius photo Guido CozziL’esposizione prosegue nella Sala degli Elementi con Florence Buddha, un’opera in cenere compattata realizzata nel 2012. Sculture nate dall’incontro con Firenze vengono poi accostate con la storia contemporanea della Cina: nella Sala dell’Udienza una selezione di Ash Sculpture provenienti direttamente dallo studio di Shanghai, realizzate con uno dei materiali preferiti dall’artista, la cenere. Ash Army no.11 (2007), Ash Portrait No.14 (2007), Ash Sun Yat Sen (2008), Ash Liu Hulan (2008) sono soldati, padri della patria e persone consacrate dalla storia come eroi, riprodotti grazie all’uso della cenere, che nelle mani dell’artista acquisisce diversi e molteplici significati.

 

<<L’uso della cenere è una pratica fondamentale della spiritualità cinese e per l’artista ha una forte valenza simbolica che rimanda “alle memorie collettive e ai desideri dei devoti” per i quali bruciare l’incenso è un rituale mistico. “La cenere d’incenso non è solo cenere, né solo materia ma è l’anima collettiva delle nostre memorie e delle nostre speranze” afferma l’artista. Mentre bruciano l’incenso, i devoti esprimono dei desideri e la cenere dell’incenso è il catalizzatore delle preghiere e dei desideri degli uomini, è il “residuo” delle loro anime. Un elemento portatore di speranza, a differenza della sua valenza nella cultura occidentale dove rimanda al disfacimento del corpo e alla brevità della vita terrena. La cenere dell’incenso, versata ancora calda in barili, viene trasportata nello studio dell’artista, dove per mesi continua a bruciare. Trattata e setacciata fino a separarne oltre venti consistenze e diverse sfumature di colore, dal nero al grigio chiaro, la cenere viene poi usata da Huan per le sue sculture e per i suoi dipinti>>.

 

La figurazione religiosa tra i momenti centrali della mostra e Ash Jesus and Ash Buddha (2011), nella Sala dei Gigli, ben testimonia la sua volontà di operare sul doppio binario dell’iconografia cinese ed occidentale: Buddha e Gesù come eroi che possono parlare al cuore degli uomini”.

 

A Forte Belvedere la mostra si trasforma in una vera e propria antologica . Tornano le divinità e le figure spirituali di riferimento dell’artista, Confucio, Gesù, Buddha, insieme all’uomo, all’eroe della vita quotidiana e alla natura. Sul terrazzamento nord-est la monumentale Three Heads Six Arms, all’esterno ecco Pace No.2 (2001), appartenente al periodo newyorkese dell’artista e Long Island Buddha (2013), che appartiene alla serie delle opere monumentali in bronzo battuto che Zhang Huan ha iniziato a realizzare dopo il suo viaggio in Tibet nel 2005, dove raccolse numerosi frammenti di sculture di Buddha distrutte durante la Rivoluzione Culturale.

E all’interno del Forte ecco Taiwan Buddha (2010), una monumentale installazione composta da due parti alte più di 5 metri, un calco in alluminio da cui viene realizzata la statua in cenere. Ash Buddha non è protetto da nessuna forza esterna ed è destinato a disgregarsi e dissolversi durante la mostra. Metafora della precarietà dell’essere umano, in una riflessione sui concetti di vita e di morte nella filosofia buddista, ma anche della possibilità di una continua rinascita.

 

Si aggiungono poi le Cowskin, opere realizzate con la pelle di vacca o di bufalo, rimandi all’infanzia contadina dell’artista e alcuni dei più suggestivi dipinti di grande formato della serie degli Ash Painting come Confucius No.3 e Confucius No.4 (2011). Ritorna qui l’uso della cenere, questa volta stesa su grandi tele di lino a prendere la forma evanescente di unUltima Cena in relazione con la scena di Confucio che insegna ai suoi seguaci. Della stessa serie, Sea Series (2012), Lunatic’s Diary e Soong Chingling, entrambi del 2008, realizzati anch’essi con la cenere degli incensi bruciati dai fedeli nei templi buddisti intorno a Shanghai, che dialogano con le Memory Doors (2006-2007), racconti personali e della storia della Cina contemporanea.

Zhang-Huan-Three-Head-Six-Arms-(particolare)photo-Guido-Cozzi

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