Massimo Bray, ecco le linee programmatiche del Mibac

Massimo Bray, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha illustrato alle commissioni cultura le linee guida del suo dicastero: Pompei, partenariato pubblico-privato, sinergie tra ministeri, fiscalità di vantaggio, riforma del fus tra i punti salienti

Un lunghissimo intervento, e articolato, quello di Massimo Bray alle commissioni cultura riunite di Camera e Senato. Teniamo fuori da questa sintesi gli argomenti, pure importanti, relativi a paesaggio, architetture contemporanee, energie rinnovabili, consumo del suolo ecc… teniamo fuori – per il momento –  anche la parte relativa ad archivi, musica, cinema, spettacolo, “beni immateriali” riservandoci di approfondire questi temi nei prossimi giorni.

Emerge dal lungo intervento (28 pagine) come questo ministro abbia voluto porre l’accento su tutti i problemi che affliggono cultura e industrie culturali (argomenti che non vanno disgiunti, di questi tempi) ed è proprio l’ampiezza e l’articolazione dei temi e delle soluzioni, con le quali siamo sostanzialmente d’accordo, a farci temere il peggio. Questo Governo s’è dato 18 mesi di tempo, chissà se gliene saranno concessi 12, o magari 6. Il problema numero uno di Bray è proprio tempo (scarso) oltre alla scarsità di mezzi e d’interesse della classe politica. “Se ci saranno tagli alla Cultura mi dimetterò”, disse Enrico Letta qualche settimana fa. Tagli? Oggi dovrebbe essere un termine impronunciabile anche usato per negare un’eventualità. Il problema è cominciare a lavorare – lavorare –  ed è la cosa più difficile tra lacci e lacciuoli (burocratici e legali) e tanti, troppi, interessi di parte…

GOVERNO: LETTA E MINISTRI HANNO GIURATO IN MANI NAPOLITANO

 

COORDINAMENTO – SINERGIE – “E’ necessario rafforzare il coordinamento con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per lo svolgimento di azioni congiunti con le regioni e con le istituzioni europee per la promozione della ricerca sul patrimonio culturale.
Anche l’importanza, in alcuni casi l’insostituibilità, dei soggetti privati nell’attuazione delle politiche per la cultura deve essere ribadita e accompagnata da azioni concrete.
Occorre proseguire su questa strada, individuando ulteriori forme di sinergia tra pubblico e privato, senza sovrapposizioni di ruoli e senza “supplenze”, facendo convergere le forze e gli interessi dei diversi soggetti verso obiettivi determinati”.

IL “GRANDE PROGETTO POMPEI”. PRIORITA’ ASSOLUTA

Mosaico di un cane da guardiaUna prima risposta all’emergenza (Pompei) è stata data con l’emanazione del decreto legge n. 34 del 2011, che ha previsto l’adozione di un programma straordinario di interventi, alla cui realizzazione è stato anche destinato un importante finanziamento dell’Unione europea.
Qualunque visitatore dell’area archeologica può, peraltro, rilevare immediatamente come – nonostante l’evidente ed encomiabile sforzo operato dall’Amministrazione per mettere celermente in cantiere i lavori più urgenti – molto, anzi moltissimo, rimanga ancora da fare. A distanza di due anni dal decreto legge, la piena e completa attuazione di quel Progetto rappresenta quindi una priorità assoluta per il nostro Paese e, verrebbe da dire, per la comunità mondiale. In favore di questo obiettivo occorre pertanto promuovere l’impegno condiviso di tutti gli attori istituzionali coinvolti”.

 

RAFFORZARE E MIGLIORARE IL CODICE DEI BENI CULTURALI.

Gli strumenti di tutela previsti vanno difesi e rafforzati, ma occorre semplificare alcune procedure eccessivamente burocratiche, scarsamente idonee a realizzare concreti obiettivi di tutela degli interessi culturali”.
Sarà presto attivato un apposito gruppo di lavoro incaricato di analizzare i profili di concreta criticità della normativa in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali e di formulare puntuali proposte di modifiche del codice.

 

FISCALITÀ DI VANTAGGIO COME STRUMENTO PER IL RILANCIO DELL’ECONOMIA E PER LA CRESCITA DEL PAESE.

Tre le linee di indirizzo:
– favorire un partenariato pubblico-privato, anche istituzionalizzato in fondazioni, più dinamico e vitale;
assegnare una maggiore considerazione – nell’ambito della prossima riforma del regime fiscale degli immobili – della assoluta particolarità della posizione delle dimore storiche, in modo da aiutare i privati proprietari di beni culturali immobili a tenere in piedi questi beni e a garantire la minima manutenzione necessaria per loro conservazione;
sostenere il mecenatismo e le sponsorizzazioni, per aiutare lo Stato e gli enti pubblici a fare manutenzione programmata e restauri, da Pompei alla prevenzione del rischio sismico, fino al recupero e restauro di importanti monumenti che rischiano di crollare.
Le misure:
l’IVA agevolata per il restauro di beni culturali;
la riforma del regime delle detrazioni e deduzioni fiscali dall’imposta sui redditi, pensando magari al modello francese, che prevede la ben più incisiva misura della detraibilità del 60% dall’imposta dovuta dei versamenti effettuati dalle imprese in favore di opere o di organismi operanti nel campo della cultura;
la riforma del regime IMU (nel contesto generale della revisione del sistema impositivo sulla casa) per gli immobili sottoposti a vincolo storico e artistico.
MUSEI, PROVENTI DI BIGLIETTIERIA AL MINISTERO  
È assolutamente prioritario un intervento normativo finalizzato a modificare le disposizioni normative in vigore in virtù delle quali gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso dei musei, dalla concessione dei servizi al pubblico (libreria, caffetteria, audioguide e simili) e dai canoni dovuti per la riproduzione dei beni culturali statali vengono introitati al bilancio dello Stato e riassegnati, ma solo in minima parte, al Ministero per i beni e le attività culturali.
Se è già colpevole che il nostro Paese finanzi in misura nettamente insufficiente la cultura, è addirittura intollerabile che vengano sottratti al Ministero i proventi derivanti direttamente dagli introiti dei musei e degli altri luoghi della cultura. La ricchezza prodotta dalla cultura, in questo modo, viene sottratta proprio ai soggetti che la hanno generata.

 

PREVENZIONE E TERREMOTI

 

Chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo all'Aquila (Cupola) (foto archivio Mibac)

Chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo all’Aquila (Cupola) (foto archivio Mibac)

Su questo fronte occorre potenziare e affinare le sinergie che si sono già costituite tra Ministero, Protezione Civile e Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, attraverso la definizione di metodologie adeguate alla protezione dei beni culturali, puntando soprattutto sulla prevenzione. Non si può sottacere, d’altra parte, il fatto che negli ultimi anni si è avuta una progressiva diminuzione delle opere di manutenzione programmata degli edifici in genere ed in modo particolare di quelli vincolati a causa della continua riduzione di risorse. Questo fatto ha profondamente inciso sullo stato di conservazione del patrimonio architettonico rendendolo molto più esposto alle calamità naturali, soprattutto per gli eventi sismici. E’ indispensabile, quindi, operare un’inversione di tendenza e tornare ad investire nella manutenzione e nel restauro del patrimonio.
Occorre sviluppare una cultura della sicurezza…
CENTRI STORICI. VERSO UNA NUOVA IDEA DI CITTÀ
con la collaborazione dell’ANCI e delle Regioni, verificare la possibilità di trovare nuove soluzioni normative al problema della progressiva espulsione dai centri storici delle botteghe tradizionali, che pure ne costituiscono un aspetto caratterizzante meritevole di tutela.
E’ inoltre necessario che le città riprendano a svolgere il ruolo di “capitali della cultura”.
Statue_Domus_AureaCOLOSSEO, DOMUS AUREA, APPIA ANTICA: TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO
Fondamentali un rinnovato impulso e una celere conclusione delle iniziative già in corso, come quella concernente il restauro del Colosseo, nonché il potenziamento delle attività di tutela e di valorizzazione di altri importantissimi beni archeologici, quali la Domus Aurea e la via Appia antica; e ciò anche ricorrendo all’apporto finanziario di soggetti privati.
Al riguardo, il Ministero ha recentemente varato le Norme tecniche e le Linee guida per le sponsorizzazioni di beni culturali, con le quali è stato dettato un quadro chiaro delle regole applicabili. Si tratta, adesso, di valersi opportunamente di questo strumento, ed eventualmente anche di migliorarlo…

 

ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE EUROPEA PER LA PROTEZIONE DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO


Va rapidamente proposto il disegno di legge per l’autorizzazione alla ratifica e per l’esecuzione della Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico aperta alla firma a La Valletta il 16 gennaio 1992. E’ noto a tutti gli operatori del settore il colpevole ritardo dell’Italia che, pur caratterizzata da un patrimonio archeologico unico al mondo, e pur essendo tra gli Stati primi firmatari della Convenzione, non ha poi, per oltre vent’anni, provveduto alla ratifica del Trattato, collocandosi, oggi, tra i pochi rimanenti Paesi che non hanno ancora reso operativo l’Accordo sul proprio territorio. Pertanto, è assolutamente prioritario colmare questa grave lacuna del nostro ordinamento.

 

TUTELA RAFFORZATA, CONTROLLO DELLA CIRCOLAZIONE DI BENI ARCHEOLOGICI, RIFORMA DEI REATI CONTRO IL PATRIMONIO CULTURALE

Il traffico illegale di opere d’arte rappresenta un business significativo da parte della criminalità organizzata e colpisce l’Italia ad altri Paesi del Mediterraneo particolarmente ricchi di opere apprezzate dal mercato antiquario. Intendo dunque favorire la presenza di rappresentanti dell’Italia nei tavoli internazionali che trattano tematiche connesse alla tutela e al controllo della circolazione di beni culturali (UNESCO, UE, UNODC, UNIDROIT).
Va promossa un’iniziativa legislativa finalizzata al conferimento di una delega al Governo per la riforma della disciplina dei reati contro il patrimonio culturale. L’inasprimento del trattamento sanzionatorio di queste fattispecie penali risponde invero all’esigenza di valorizzare la particolare oggettività giuridica dei fatti di reato che, oltre a ledere la proprietà pubblica o individuale dei beni, offendono altresì il patrimonio culturale e, quindi, l’interesse primario ad esso inerente, consegnatoci dall’articolo 9 della nostra lungimirante Costituzione.

 


MIGLIORARE LA FRUIZIONE DEI LUOGHI DELLA CULTURA

 

Uffizi, ritratto di Eleonora di Toledo

Uffizi, ritratto di Eleonora di Toledo

Gli obiettivi che richiedono di essere perseguiti sono il miglioramento dell’accessibilità ai musei, non sempre assicurata a tutte le fasce di utenti e con orari di apertura spesso penalizzanti, una qualità dei servizi nei Musei che sia adeguata agli standard internazionali, il rinnovo delle concessioni dei servizi al pubblico nei Musei, ampiamente scadute e che, a causa di contenziosi insorti rispetto alle procedure di gara avviate nel 2010, non è stato possibile rinnovare.
Occorrerà poi incrementare e migliorare il materiale informativo e gli apparati illustrativi nei Musei, spesso realizzati solo in italiano; è inoltre necessario favorire una maggiore integrazione tra i luoghi della cultura statali e non statali, presenti nelle stesse città, anche mediante la promozione degli itinerari culturali non inseriti nei principali circuiti turistici. Infine, è necessario stimolare e favorire una maggiore attenzione delle giovani generazioni per il patrimonio culturale.
Per queste finalità, sarà presto costituito un gruppo di studio, …Sul piano normativo, è necessario impegnarsi per il miglioramento della pubblica fruizione dei siti culturali attualmente non aperti al pubblico o non adeguatamente valorizzati. I dati in possesso del Ministero dicono che numerosi siti culturali statali sono attualmente non visitabili o sono aperti solo in determinati giorni e orari. Peraltro, l’attuale situazione dei conti pubblici non consente di ipotizzare l’effettuazione di assunzioni del grande numero di unità di personale, soprattutto di custodia, che sarebbe necessario a tal fine.
La via percorribile potrebbe, pertanto, essere quella di consentire la concessione dei siti, sulla base di un progetto di restauro e di valorizzazione condiviso dall’Amministrazione, a soggetti privati, sulla base di procedure selettive di evidenza pubblica e per un periodo di tempo determinato. Ove, poi, la gestione imprenditoriale dei luoghi della cultura interessati dovesse risultare non profittevole, potrebbe ipotizzarsi la concessione a soggetti non lucrativi, che sarebbero in grado di assicurare almeno l’apertura al pubblico.

 

TUTELA E VALORIZZAZIONE ATTRAVERSO LE NUOVE TECNOLOGIE
Attraverso un sistema mirato di azioni da parte del Ministero, in stretta collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale, è possibile e necessario individuare e sperimentare soluzioni innovative nel campo della comunicazione digitale, in particolare attraverso i social networks, in modo da mettere a disposizione di un pubblico sempre più vasto e con modalità semplici e accessibili l’enorme quantità di informazioni e di contenuti relativi al patrimonio culturale oggi in possesso del Ministero.

(a.d)

 

 

 

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