Marco Paolini, il monologo sull’eugenetica è un libro. Domani sera l’attore da Fabio Fazio

E’ diventato un libro, uscito nei giorni scorsi per Einaudi – Stile libero : Ausmerzen Vite indegne di essere vissute lo spettacolo d’impegno civile che Marco Paolini ha dedicato alla tragedia dello sterminio operato dai nazisti sui disabili. L’attore lo presenterà domani sera su RaiTre a Che Tempo che fa.

La copertina del libro

Ausmerzen ha un suono dolce e un’origine popolare. È una parola di pastori, sa di terra, ne senti l’odore. Ha un suono dolce ma significa qualcosa di duro, che va fatto a marzo. Prima della transumanza, gli agnelli, le pecore che non reggono la marcia, vanno soppressi».

Dopo lo spettacolo già costato a Paolini due anni di ricerche, dopo il suo successo televisivo (su La7 in occasione della Giornata della Memoria 2011 raccolse oltre 1milione e 700mila spettatori), l’attore-autore (reduce da Itis Galileo ancora su La7) s’è sentito in dovere di rispondere alle domande che il monologo stesso aveva creato.

Si è immerso così per un anno nella scrittura, rielaborando e tessendo in narrazione una mole enorme di dati, alcuni dei quali – sconvolgenti – quasi sconosciuti. L’interrogazione su eugenetica, scienza ed etica, e sulle politiche del potere si fonde nel racconto. E come lo stesso spettacolo aveva evidenziato, ne sortisce una narrazione appassionata, sdegnata e pudica, non priva di humour.

<<Questa è la storia di uno sterminio di massa di cui si parla solo in certi convegni di psichiatria. Ci sarà un motivo per cui altrove non se ne parla?Credo sia perché sappiamo che ci fu uno sterminio, lo sappiamo già che c’erano i campi di sterminio. I dettagli non ci interessano più perché la sostanza non cambia. È roba che fa star male, ci vuole uno sforzo per rimetterci mano. I nazisti, il male, la guerra… vien da dire basta prima di cominciare. […]

Questa è la storia di uno sterminio di massa conosciuto come Aktion T4. T4 sta per Tiergartenstraße numero 4, via del Giardino zoologico numero 4, un indirizzo di Berlino. Durante Aktion T4 sono stati uccisi e passati per il camino circa trecentomila esseri umani classificati come “vite indegne di essere vissute”. Anche per loro mentre morivano vi fu uno sguardo “come attraverso la parete di vetro di un acquario, uno sguardo tra due esseri che abitano mezzi diversi”. Cominciarono a morire prima dei campi di concentramento, prima degli zingari, prima degli ebrei, prima degli omosessuali e degli antinazisti e continuarono a morire dopo, dopo la liberazione, dopo che il resto era finito>>.

Il libro racconta, per altro, come il programma di eugenetica nazista fosse anche una sorta di «prova generale» dello sterminio messo poi in atto con la «soluzione finale».  Documenti alla mano, Marco Paolini ci ricorda anche la complicità di medici, infermieri, burocrati, ostetrici e psichiatri che coi nazisti prima sterilizzarono e poi sterminarono almeno 300 mila handicappati, disabili, ritardati mentali e pazzi per «purificare il sangue della nazione» e sottrarre dal carico della società persone considerate improduttive. Erano «vite indegne di essere vissute>>.

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