Magritte, il mistero dell’ordinario: la mostra autunnale del MoMA

Magritte: il mistero dell’ordinario. A, New York, MoMA, a partire dal 28 settembre, fino al 12 gennaio. E’ la prima grande mostra di Magritte che si concentra sugli anni tra il 1926 e il 1938, gli anni della svolta surrealista del “saboteur tranqulle” . A cura di Anne Umland, con Danielle Johnson

Incommensurabile l’influenza che Renè Magritte (1898-1967) ha avuto e continua ad avere nel mondo della creatività: dall’inizio del 20mo secolo, all’arte concettuale e alla pop art degli anni ’60 fino al pensiero analitico dell’arte contemporanea. Se possibile ancora maggiore e non scalfito dal tempo è il fascino delle opere di questo maestro belga sortisce sul grande pubblico. Un uomo riservato, che non amò l’esposizione personale ma la cui arte, tra spiazzamenti e umorismo anarcoide trascende l’immagine del borghese tranquillo della quale s’era rivestito. Colpa della bombetta e del cappottone nero?

Il fascino intellettuale, la seduzione dell’enigma e del mistero suscitati dalle immagini di Magritte restano dunque insuperati. Merito di un approccio dialettico che ci spiazza, che nega il pensiero di serie, le abitudini televisive di noi osservatori contemporanei. Magritte attira l’attenzione creando una netta opposizione al conformismo della nostra visuale. Il contrasto, la ripetizione, l’isolamento della figura ci catapultano in realtà “altre” e ce le fa ritenere possibili esponendo al contempo le nostre percezioni ad una sorta di “dis-abitudine” laddove oggetti apparentemente banali (la mela, la bombetta, l’uovo) e la metamorfosi degli esseri umani conducono all’astrazione della realtà visibile a favore di una ricerca nell’essenza sconosciuta.

Quello in mostra a New York è il Magritte pienamente surrealista, lo sperimentatore creativo, è l’artista che a partire dal 1926 comincia a concepire dipinti per “sfidare il mondo reale” in una parabola che si chiuderà solo nel ‘38, un momento storicamente e biograficamente significativo, poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. L’evento del MoMA ripercorre le strategie centrali e i temi di questo periodo in un’ottantina di opere. Lo spiazzamento, il raddoppio, la metamorfosi, il “misnaming” degli oggetti, e la rappresentazione delle visioni avute in stati di semi-veglia sono le innovative tattiche di costruzione dell’immagine che Magritte adopera in questi anni essenziali.

Oltre alle opere della collezione del MoMA, la mostra comprende molti prestiti provenienti da collezioni pubbliche e private degli Stati Uniti e all’estero. Magritte: Il mistero dell’ordinario, dopo il MoMA sarà alla Menil Collection di Houston (14 giugno 1 febbraio 2014), e all’Art Institute di Chicago (29 ottobre-12 giugno 2014). (www.moma.org ) (a.d)

Arte e Cultura

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