Luoghi, figure, nature morte. Opere della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale

La mostra che ha inaugurato la riapertura della Galleria d’arte moderna di Roma è stata prorogata fino al 30 settembre: figura, scultura e vedute di Roma, saranno protagonisti.

A cura di Maria Elisa Tittoni, Maria Catalano, Federica Pirani e Cinzia Virno, la mostra presenta circa 140 opere, suddivise in tre sezioni tematiche – la figura, le vedute e visioni di Roma, l’oggetto – rispettivamente distribuite nei tre piani dell’edificio. A queste si aggiunge la scultura, unico tema trasversale che, a partire dalle splendide opere di Arturo Martini e Giacomo Manzù ospitate nel chiostro, prosegue nelle tre sezioni espositive in un continuo dialogo tra tradizione e modernità.

Al primo piano le opere dedicate alla figura: dal caposaldo di Nino Costa Alla fonte, manifesto della cultura simbolista a Roma, ai ritratti della Secessione, al classicismo degli anni Venti di un’opera esemplare come Serenità di Felice Carena. Si prosegue poi con il Tonalismo della Scuola Romana degli anni Trenta e si presentano capolavori come Giocatore di Ping-Pong di Giuseppe CapogrossiGiovani in riva al mare di Franco GentiliniDonne che si spogliano di Mario MafaiBagnanti di Fausto Pirandello, fino al classicismo rivisitato del Combattimento di gladiatori di Giorgio de Chirico.

Al secondo piano, prendendo spunto dalla maestosa rappresentazione di Roma del polittico di Hirèmy Hirschl, “Sic transit…”, del 1912, il tema si rivolge alla città, nel suo duplice aspetto di veduta e di visione. Le vedute realistiche della pittura ottocentesca si affiancano a quelle “classiche” del Novecento di Francalancia e Trombadori e all’espressionismo dei pittori della Scuola Romana.

L’esposizione si conclude al terzo piano con la sezione dedicata all’oggetto e in particolare  alla natura morta, genere caro all’arte del Novecento e, con essa, paesaggi e composizioni di figure dove l’oggetto rappresentato trova inedit

a cura di Maria Elisa Tittoni, Maria Catalano, Federica Pirani e Cinzia Virno presenta circa 140 opere, suddivise in tre sezioni tematiche – la figura, le vedute e visioni di Roma, l’oggetto – rispettivamente distribuite nei tre piani dell’edificio. A queste si aggiunge la scultura, unico tema trasversale che, a partire dalle splendide opere di Arturo Martini e Giacomo Manzù ospitate nel chiostro, prosegue nelle tre sezioni espositive in un continuo dialogo tra tradizione e modernità.

Al primo piano le opere dedicate alla figura: dal caposaldo di Nino Costa Alla fonte, manifesto della cultura simbolista a Roma, ai ritratti della Secessione, al classicismo degli anni Venti di un’opera esemplare come Serenità di Felice Carena. Si prosegue poi con il Tonalismo della Scuola Romana degli anni Trenta e si presentano capolavori come Giocatore di Ping-Pong di Giuseppe CapogrossiGiovani in riva al mare di Franco GentiliniDonne che si spogliano di Mario MafaiBagnanti di Fausto Pirandello, fino al classicismo rivisitato del Combattimento di gladiatori di Giorgio de Chirico.

Al secondo piano, prendendo spunto dalla maestosa rappresentazione di Roma del polittico di Hirèmy Hirschl, “Sic transit…”, del 1912, il tema si rivolge alla città, nel suo duplice aspetto di veduta e di visione. Le vedute realistiche della pittura ottocentesca si affiancano a quelle “classiche” del Novecento di Francalancia e Trombadori e all’espressionismo dei pittori della Scuola Romana.

L’esposizione si conclude al terzo piano con la sezione dedicata all’oggetto e in particolare  alla natura morta, genere caro all’arte del Novecento e, con essa, paesaggi e composizioni di figure dove l’oggetto rappresentato trova inedite letture nei lavori di Felice Casorati, Giorgio Morandi,  Gino Severini, Alberto Savinio, Francesco Trombadori.

Infine, un focus su Giacomo Balla, corposo nucleo di opere dell’artista presente nella collezione, mentre una nuova sala, appositamente dedicata alla grafica, renderà accessibile, su richiesta, il patrimonio di disegni e incisioni della raccolta e letture nei lavori di Felice Casorati, Giorgio Morandi,  Gino Severini, Alberto Savinio, Francesco Trombadori.

Infine, un focus su Giacomo Balla, corposo nucleo di opere dell’artista presente nella collezione, mentre una nuova sala, appositamente dedicata alla grafica, renderà accessibile, su richiesta, il patrimonio di disegni e incisioni della raccolta.

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