Luigi Ghirri, una retrospettiva al MAXXI

Luigi Ghirri. Pensare per immagini: icone, paesaggi, architetture – Al MAXXI di Roma fino al 27 ottobre. Una mostra curata da Francesca Fabiani, Laura Gasparini e Giuliano Sergio

Oltre 300 scatti, soprattutto vintage prints, e menabò di cataloghi, libri, riviste, recensioni, collezioni di fotografie anonime, cartoline e dischi, per un percorso approfondito nell’opera di Luigi Ghirri (1943-1992),  nella sua collaborazione con gli artisti concettuali degli anni Settanta, i suoi riferimenti culturali e artistici, il suo interesse per la musica e i suoi rapporti con musicisti come i CCCP e Lucio Dalla. Perché Ghirri, il grande fotografo, splendido narratore del paesaggio (“luogo del nostro tempo, nostra cifra epocale”), creatore di straordinarie immagini pittoriche e spesso surreali è stato uomo di cultura a tutto tondo, studioso e sperimentatore, docente, curatore capace di convogliare energie e dare forma a progetti collettivi in un costante dialogo con architetti, musicisti, scrittori e artisti.

Nata dalla collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Biblioteca Panizzi, che custodisce molti dei documenti originali del suo archivio, la mostra racconta i diversi profili di questa complessa figura di artista lasciando alle sue stesse parole – talvolta particolarmente efficaci – il compito di accompagnare il visitatore attraverso le icone, i paesaggi, le architetture, le tre sezioni che suddividono la mostra.

La scelta di procedere per temi e non secondo un criterio cronologico riprende una modalità tipicamente ghirriana – spiegano i curatori –  la fotografia intesa come oggetto non concluso, come un gigantesco work in progress in costante elaborazione”.

E infatti Ghirri organizzò il suo sterminato lavoro per “serie” dove la collocazione delle immagini non era necessariamente temporale e le sequenze erano spesso modificate utilizzando immagini nate all’interno di un progetto per riposizionarle in nuovi contesti, anche a distanza di anni. Una logica che c’immette direttamente nel pensiero creativo di Ghirri, un “pensare per immagini” del tutto originale che è un pensare alle modalità di rappresentazione del mondo e dunque la sua partecipazione ad esso è sempre piena. Perché il fotografo davanti allo spettacolo del mondo ha il dovere di “di decifrare, interpretare, tradurre” non di limitarsi alla pura e semplice descrizione, e lo sguardo di Ghirri in questo senso si mostra stupito, rispettoso e sempre meravigliato, come lo sguardo di un vero artista deve essere, capace di catturare l’universo in ciò che agli occhi altrui pare banale. E così. In una ricerca infinita che schiude le porte a nuove possibilità di percezione, Ghirri non teme di esplorare soggetti e direzioni inedite: la fotografia amatoriale, i montaggi che miscelano realtà e rappresentazione, il quotidiano, i paesaggi, le architetture d’autore e quelle ordinarie.

 

Perfetta la sintesi che lo scrittore Daniele Benati dà dell’opera di Ghirri: «E Luigi ha fatto questo, ha reso eterni una spiaggia, un casolare, un pioppeto, un fosso, lo spigolo di un muro, perché ha saputo cogliere l’attimo in cui queste cose appaiono nella loro essenza visiva che colpisce l’occhio per la sua momentanea bellezza che noi però non sapremmo cogliere a meno che non sia un artista a farcelo notare». E scrive Ghirri negli anni ‘70: <<Da un lato non mi piace essere lo scrutatore occulto per carpire segni di vita, né tantomento mi piace essere un implacabile e inflessibile occhio, che guarda direttamente in faccia, e che inevitabilmente, fotografando giudica. E’ piuttosto in me la convinzione che in questo teatro [della realtà], tra fondali, quinte, attori, il mio ruolo di fotografo non vuole essere né quello dell’autore, del cronista, dello spettatore, o del suggeritore, ma è quello identico dei fotografati>>.

VAI ALLA GALLERIA FOTOGRAFICA

 

IL PERCORSO ESPOSITIVO

LE ICONEI progetti di Ghirri degli anni Settanta sono catalogazioni del suo sguardo fotografico per svelare le icone che popolano il mondo contemporaneo. “Vedere con chiarezza” significa rivelare la fotografia con la fotografia, mostrare come un mondo ormai completamente fotografato nasconda dietro di sè il reale. Analizzando i generi della fotografia Ghirri scopre che questi hanno un risvolto temporale, che raggiungono le categorie della memoria. Così le foto di foto, le vetrine, le pubblicità, le finestre, gli specchi, e i mappamondi incontrati nei suoi “viaggi domenicali minimi”, ci coinvolgono e ci attraggono senza raccontarci nulla, posseggono un’aura, sono icone di una memoria possibile.

 

I PAESAGGI Ghirri trasforma il genere del paesaggio. Nei progetti e nei lavori monografici come Viaggio in Italia (1984), Esplorazioni sulla Via Emilia (1986), Paesaggio italiano (1989), Il profilo delle nuvole (1989), compone accostamenti emotivi che superano geografie, itinerari e cronologie, dove i paesaggi si susseguono agli interni, le chiese ai teatri, gli affreschi alle piazze e ai traguardi dei cancelli. Ad ogni fotografia Ghirri afferma la possibilità di “continuare a vedere il mondo”, di poterne esprimere un giudizio, di poterlo avvicinare oltre il suo monotono apparire, senza per questo strutturare uno stile. Ecco in parte spiegato l’enigma della visione: Ghirri giudica al di fuori di un discorso precostituito, il pensiero nasce dal reale, come immagine, e ci porta al suo autore e all’attesa dell’immagine successiva.

LE ARCHITETTURELe architetture sono sfondo e supporto dell’esistenza e, come le icone, sono uno strumento fondamentale della narrazione fotografica. Ghirri si è interessato all’architettura anonima con le immagini delle periferie dei primi anni Settanta, e poi negli anni Ottanta, con le committenze sugli architetti contemporanei nate attraverso una serie di incontri, prima con il critico Vittorio Savi e poi con l’architetto Aldo Rossi. Anche i giardini sono per il fotografo fusione di architettura e immagine, puro luogo artificiale, teatro che Ghirri ricompone e dove le statue solitarie, le serre e i porticati diventano altrettanti scenari metafisici.

Icone, paesaggi e architetture sono le vie d’accesso all’opera del fotografo per delineare un suo ritratto possibile, costruito con i tasselli di un grande mosaico. Ghirri amava citare il racconto di Borges in cui un pittore alla fine della sua vita, radunando tutte le sue opere, scopre che esse compongono il suo autoritratto. Negli anni Settanta il fotografo aveva pensato anche a un’altra forma di autoritratto, l’Identikit (1976-1979), una ricognizione all’interno della propria casa quale luogo privilegiato dove ritrovare i segni di una biografia intellettuale. Anni dopo Ghirri farà lo stesso omaggio anche a due artisti amati, immortalando lo studio di Aldo Rossi e l’atelier di Giorgio Morandi: nelle immagini di questi paesaggi intimi, colmi delle tracce di studio e di lavoro, l’incontro del fotografo con l’architetto e con il pittore sembra l’inaugurazione di una nuova, riconciliata, accademia. www.fondazionemaxxi.it

 

(g.m)

 

 

Gossip

Uomini e donne: Sonia Lorenzini è la nuova tronista

L’ex corteggiatrice di Claudio D’Angelo, sale sul trono: è Sonia Lorenzini la nuova tronista ! La bella 27 anni di Mantova, chiuso definitivamente il capitolo Claudio, è […]

Gossip

Uomini e donne, oggi la scelta finale di Claudio D’Angelo: il tronista ritorna in trasmissione.

Colpo di scena a Uomini e Donne, il tronista Claudio D’Angelo che nell’ultima puntata aveva annunciato di voler abbandonare il programma, è tornato nella trasmissione con […]

Gossip

Bufera su Jennifer Lawrence: “Mi sono grattata il sedere su alcune rocce sacre”, video

L’attrice Jennifer Lawrence,  ospite nel programma britannico al “The Graham Norton Show”, racconta di un prurito inarrestabile al sedere, placato da una grattata su alcune rocce […]

Film

Riccardo e la dedica a Camilla su Instagram: “Questo cielo è per te”

“…Ti dedico il cielo sopra Roma…” Questa la dedica dell’ex tronista Riccardo Gismondi a Camilla Mangiapelo sul profilo ufficiale Instagram dell’ex tronista. Al momento i due ragazzi […]

TV

Bake Off Italia presenta una Celebrity Edition

Stasera, 9 dicembre 2016, Real Time presenta una speciale puntata con tanti protagonisti Vip.

Film

Gli attori pagati troppo del 2016: in testa per il secondo anno consecutivo Johnny Depp

Come ogni anno, il magazine Forbes ha stilato la lista degli attori meno redditizi del cinema. Al primo posto, ancora una volta, Johnny Depp. La […]

Un commento su “Luigi Ghirri, una retrospettiva al MAXXI”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag