Grandi mostre. L’ invenzione dell’Astrazione, cento anni fa. Al MoMA

L’INVENZIONE DELL’ASTRAZIONE 1910 – 1925. Al MoMA di New York dal 23 dicembre al 15 aprile 2013. Curata da Leah Dickermancon Masha Chlenova, assistente curatore del Dipartimento di pittura e scultura del museo d’Arte Moderna, la mostra è un’ampia indagine interdisciplinare sulla nascita dell’astrazione in oltre 400 opere tra dipinti, disegni, stampe, libri, sculture, film, fotografie, registrazioni, e brani di danza

LA RIFONDAZIONE DELL’ARTE

L’astrazione ha cento anni (anno più anno meno). Cento anni fa dunque si determinò il più radicale cambiamento delle regole del fare arte, e all’arte intesa come rappresentazione si sostituisce l’universo, ben più ampio, della non oggettività. Dell’arte che prova a tradurre l’idea, l’emozione, l’urlo, la ragione senza passare attraverso i filtri del mondo riconoscibile. Furono un manipolo di artisti (non solo visivi) che in varie parti dell’Europa, con differenti fondamenti filosofici e in maniera (quasi) autonoma, diedero luogo a quella che s’è rivelata come la più grande riscrittura delle regole della produzione artistica dal Rinascimento. Un’invenzione, quella dell’astrattismo, che non è nata una volta sola, ma che da artisti diversi in diverse località e con differenti pensieri s’è generata mille volte e subito è stata abbracciata da una generazione di artisti post-cubisti come il linguaggio del moderno.

Una delle prime immagini in mostra, realizzata da Pablo Picasso nel 1910, ci racconta come il genio di Malaga si sia  avvicinato al limite di astrazione prima di cambiare rotta; tuttavia è a partire dal dicembre 1911 e in tutto il corso del 1912, che una manciata di artisti, tra cui Vasily Kandinsky, Robert Delaunay e Frantisek Kupka presentano le prime opere astratte in mostre pubbliche. Sono i primi passi ufficiali che compie l’astrazione e occorrerà attendere la metà degli anni ’20 perché questo momento venga ampiamente abbracciato dalle avanguardie. Fin dall’inizio, l’astrazione è un fenomeno internazionale, con le idee, le immagini, e le persone che viaggiano attraverso le frontiere attraverso un media nuovo, moderno. E consapevoli d’essere portatori della modernità, i pionieri dell’astrattismo sono di gran lunga più strettamente collegati di quanto sia generalmente noto. E’ questo un punto focale della mostra, assieme al concetto che l’astrattismo fu il primo movimento cross-mediale, che coinvolse danzatori, poeti, musicisti.

E se l’astrattismo è stato fondamentale per l’evoluzione della storia dell’arte, questa mostra di opere fondamentali ne presenta diverse: dalla Composizione V di Kandinsky, il più ambizioso tra i suoi primi lavori astratti; a una sequenza di dipinti di Mondrian che traccia lo sviluppo del suo lavoro dal famoso albero del 1912 ad un gruppo di eccellenti primi dipinti neo-plastici; e poi opere di Malevich documentate nell’ultima mostra futurista “0,10” tenutosi a Pietrogrado nel 1915 e nella quale lancia il “Suprematismo” con la sua pittura astratta e geometrica. Poi ecco un gruppo di prime opere rare di artisti d’avanguardia come i polacchi Katarzyna Kobro  e Władysław Strzeminski e infine un’immersione nelle altre arti, con le poesie calligramma di Guillaume Apollinaire, le notazioni coreografiche di Rudolf von Laban gli spartiti musicali di Arnold Schoenberg e molto, molto altro. Benvenuti nella modernità.  Informazioni mostra www.moma.org (a.d)

 

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