Girasoli di van Gogh: la storia di un mito dell’arte

Due versioni de I Girasoli di Vincent van Gogh sono riuniti a Londra offrendo ai visitatori della National Gallery l’occasione per mettere a confronto questi amatissimi capolavori. Dal 25 gennaio al 27 aprile.

I due dipinti in mostra sono uno in custodia della National Gallery di Londra e l’altro del Van Gogh Museum di Amsterdam. Entrambe le istituzioni hanno compiuto approfondite ricerche sulle rispettive versioni de I Girasoli in loro possesso approdando ad una comprensione più profonda dell’opera e del significato.

I dipinti sono due delle cinque versioni dei “Girasoli” che ora sono sparsi nelle collezioni pubbliche di tutto il mondo (gli altri attualmente sono a Tokyo , Monaco e Philadelphia). La serie risale al 1888 , quando Van Gogh lasciò Parigi per dipingere nel sole brillante del sud della Francia. Prese in affitto una casa a Arles – la Casa Gialla – e invitò Paul Gauguin a unirsi a lui. In attesa dell’arrivo di Gauguin, Vincent dipinse una serie di girasoli per decorare la camera da letto dell’amico. Un segno di amicizia e di accoglienza, ma anche della fedeltà di van Gogh a Gauguin come ispiratore. L’esperimento della convivenza, com’è noto, si concluse molto male, lasciando tuttavia una straordinaria eredità alla storia dell’arte.

Vincent scrisse al fratello Theo nell’agosto del 1888: “Lavoro duramente, dipingo con l’entusiasmo di un marsigliese che mangia la bouillabaisse, non sorprenderti quando scoprirai che sto a dipingendo alcuni girasoli. Se svolgo questa idea, ci saranno una dozzina di quadri. Il tutto sarà una sinfonia in blu e giallo. Sto lavorando ogni mattina dal sorgere del sole in poi, i fiori appassiscono così in fretta. Ora sono al quarto quadro di girasoli. Questo quarto è un gruppo di 14 fiori … dà un effetto singolare “.

Van Gogh era rimasto profondamente influenzato dall’arte giapponese – la semplicità del disegno e dei colori brillanti e piatti con forti linee di contorno erano cose che costantemente cercava nel suo lavoro. E il colore si arrivò ad avere particolari significati simbolici – il giallo, in particolare, segno di calore e d’amicizia. I fiori che muoiono sono costruiti con pennellate spesse a evocare la consistenza delle sementi mentre i petali spesso sono dipinti con un’unica, morbida, pennellata gialla.

La National Gallery ha acquistato i suoi Girasoli nel 1924 direttamente dalla famiglia dell’artista. Da quel momento il dipinto è diventato uno dei simboli della collezione, la cartolina e il poster più acquistati nel negozio del museo. Soggetto di una lunga serie di episodi come quello che riguarda Margareth Thatcher, che quando si recò in visita alla National Gallery chiese come prima cosa proprio di poter ammirare i “Crisantemi” di van Gogh; nessuno ebbe il coraggio di correggere la lady di ferro.
Il dipinto della National Gallery è, nella stima generale, il più importante, audace e bello di tutti i girasoli di van Gogh.
La prima volta che Vincent affrontò questi fiori fu a Parigi, nel 1887, ne dipinse alcuni recisi quindi, circa un anno dopo, ad Arles, tornò sul soggetto.
Cominciò il 20 agosto, temporaneamente costretto a lavorare in casa da un forte vento di maestrale, e il 26 agosto aveva finito quattro quadri. Il primo, tre fiori in un vaso verde, contro uno sfondo turchese appare relativamente convenzionale nel suo naturalismo. Il secondo, con sei fiori gialli, era più audace (è stato distrutto in un bombardamento sul Giappone nella Seconda Guerra Mondiale); poi arriva il terzo, ora a Monaco, dove 14 girasoli sono disposti in un vaso giallo contro un muro blu e poi quello finale , il dipinto della National Gallery, il più audace di tutti, fiori gialli in una brocca giallo contro un muro giallo: una sinfonia d’oro. La serie s’interrompe, quindi ad Arles arriva Gauguin, che dipinge un ritratto di Vincent intento a dipingere girasoli. A poche settimane dalla sua improvvisa partenza da Arles (in seguito all’episodio dell’orecchio tagliato) Gauguin scrisse chiedendo di avere il dipinto dei 15 fiori, quello giallo su giallo. Fu probabilmente questa richiesta che spinse Van Gogh a dipingere altre copie dei girasoli tra cui quella di proprietà del Museo Van Gogh di Amsterdam in mostra a Londra.

 

(a.d)

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