Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale

Frida Kahlo: alle Scuderie del Quirinale dal 20 marzo al 31 agosto 2014. Si avvicina la prima delle due grandi mostre che l’Italia dedica a questa icona dell’arte del ‘900. La seconda esposizione, che tratteremo a tempo debito, si terrà da settembre al Palazzo Ducale di Genova. Il progetto è a cura di Helga Prignitz-Poda

Se è impossibile guardare con compiutezza all’opera dei grandi artisti separandola dal contesto individuale, storico, sociale nel quale nasce, per Frida Kahlo (1907- 1954) è vero ancor di più. La sua biografia (QUI TROVATE TUTTO) è parte integrante del racconto, anzi, è il racconto. Un racconto molto complesso, però, dove non si tratta “solo” della vita di una donna in perenne lotta con il dolore, né dell’innamorata tradita, o della rivoluzionaria – divenuta poi ispirazione per il movimento femminista di tutto il mondo – non c’è solo l’eroina di un Messico antico che si scopre moderno, la donna che amava vestire con gli abiti popolari della tradizione rimanendo straordinariamente sensuale, l’artista aperta alle avanguardie internazionali o la pioniera del “realismo magico”. C’è tutto questo, e un pezzo di storia del suo tempo, in un insieme che straborda la somma dei singoli fattori, restituendoci in ultima analisi un mistero e una certezza: il mistero Frida, la certezza che l’arte sia un mistero.

Eppure le sue opere sono di purezza cristallina, immediate e struggenti, ma come sottolinea la curatrice Helga Prignitz-Poda nel saggio di catalogo (Electa), alla luce di recenti scoperte nella sua casa, oggi museo “Casa Azul”: “Un’intera serie di fatti biografici dovrà essere rivalutata, e, conseguentemente, molte idee stabilite e consolidate su di lei riconsiderate. L’iconizzazione delle sue opere deve altresì essere modificata. Infatti, anche se Frida Kahlo fa di sé il soggetto di ogni quadro, ogni volta questo avviene in un altro contesto, con un altro fondo, e in un altro ruolo. Nessun dettaglio viene ripetuto e nessuna pennellata è senza significato. Questo vuol dire che nessuno dei suoi quadri è facile da decifrare, e proprio come solo alcuni punti della sua biografia sono stati smascherati, molti segreti continueranno a rimanere nascosti nelle sue opere dietro facciate apparentemente innocue e criptate”. Le criptografie di Frida le ha studiate a lungo la stessa Helga Prignitz-Poda, scoprendo nei suoi dipinti codici, segni nascosti, allusioni. In due differenti interviste, Frida sintetizza con la più grande semplicità il suo essere artista: «Dipingo per me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio» (1945) «Pensavano che anch’io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni»  (27 aprile 1953)

E’ dunque la realtà di Frida quella che attende il visitatore davanti alle 160 opere, tra oli e disegni in mostra a Roma. Spiccano oltre quaranta ritratti e autoritratti, tra cui il celeberrimo “Autoritratto con collana di spine” del ’40, mai esposto prima d’ora in Italia e immagine guida della mostra, l’”Autoritratto con vestito di velluto” del ’26, dipinto a soli 19 anni, il suo primo autoritratto, eseguito per l’amato Alejandro Gòmez Arias con l’intenzione di riconquistarlo, in cui lei si ispira a Botticelli e al Bronzino seppur volendo fare del suo autoritratto un’icona moderna, intrisa di glamour e di erotismo. Completa il progetto, una selezione di disegni, tra cui lo “schizzo a matita per il dipinto Ospedale Henry Ford (o Il letto volante)” del ‘32, il famoso “corsetto in gesso” che teneva Frida prigioniera subito dopo l’incidente e che dipinse ancor prima di passare ai ritratti – un pezzo unico che si credeva perduto fino a poco tempo fa, e infine alcuni eccezionali ritratti fotografici dell’artista, in particolare quelli realizzati da Nickolas Muray, per dieci anni amante di Frida, e tra questi “Frida sulla panchina Bianca, New York, 1939diventato poi una famosa copertina della rivista Vogue.

Accanto ai lavori di Frida Kahlo, una selezione di opere degli artisti attivi in quel periodo che hanno “vissuto” fisicamente e artisticamente vicino a Frida Kahlo, dal marito Diego Rivera, presente con alcune opere significative quali ad esempio: “Ritratto di Natasha Gelman” del 1943, “Nudo (Frida Kahlo)” del 1930 e “Autoritratto” del 1948; ad una selezione di artisti attivi in quel periodo quali: José Clemente Orozco, José David Alfaro Siqueiros, Maria Izquierdo e altri.

La rassegna alle Scuderie del Quirinale, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre, è stata resa possibile dalla collaborazione di diverse

istituzioni messicane. www.scuderiequirinale.it

 

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