Federico Fellini, la mostra più grande è ad Amsterdam

Federico Fellini – la mostra. Il Museo del Cinema di Amsterdam ospita, a 20 anni dalla scomparsa, la più grande retrospettiva sul regista italiano. Pellicole, fotografie, ritagli di giornale e brani tratti dal suo “Libro dei sogni” ne ricostruiscono la carriera

Federico Fellini era solito dire che i suoi film erano fatti “per essere visti e non per essere capiti” e “ho lasciato che accadesse“, aggiungeva. Sono queste parole la traccia lungo la la_dolce_vita_campagnebeeldquale la retrospettiva allestita al museo di Amsterdam (e corredata di tanto di rassegna cinematografica) si muove in un percorso dove, annullata ogni cronologia, il lavoro dell’ autore più riconosciuto del cinema italiano viene presentato come una sarabanda d’immagini: tra centinaia di foto personali e di scena, spezzoni di quasi tutti i suoi film e frammenti del famoso libro dei sogni, quel volumetto nel quale, su consiglio dello psicanalista, il regista cominciò ad appuntare ogni giorno i suoi sogni e a corredarli di schizzi variopinti.

 

Un racconto di Fellini attraverso le sue immagini, quelle che lo ispirarono, quelle che sognava, quelle che fabbricava in un dialogo tra fotografia e film, tra immagini fisse ed immagini animate, immagini reali e immagini sognate. E non è solo Fellini che si ritrova in mostra, non solo le letture della sua opera ma anche del tempo al quale è appartenuto. Il secolo del cinema certamente, ma anche quello della stampa, dei media, della televisione, della pubblicità. Dunque il secolo della fabbrica delle immagini.

Tuttavia al centro del viaggio resta il Fellini uomo libero, l’artista che al di fuori dalle correnti riesce a costruire il proprio universo, il proprio marchio. L’esplorazione del misterioso, il subconscio, il sogno, le memorie d’infanzia, tutti quegli elementi che diventano parte integrante del mito felliniano. A completare la mostra una vera chicca: la performance di Fellini ne Il Miracolo di Roberto Rossellini, dove vediamo un Federico ventottenne nei panni del personaggio del vagabondo che la protagonista, Anna Magnani, scambia per San Giuseppe.

La mostra, curata da Sam Stourdzé  è organizzata in partnership con la fondazione Fellini di Rimini e la Fondation Fellini pour le cinéma di Sion. (www.eyefilm.nl ) (a.d)

Federico Fellini, marzo 1955 Courtesy Collection particulière, Paris

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