Mostre imperdibili: Enrico Baj, un omaggio di Milano

A dieci anni dalla scomparsa, Milano dedica una mostra a Enrico Baj alla Fondazione Arnaldo Pomodoro dal 25 settembre al 20 dicembre. “Bambini, ultracorpi & altre storie” il titolo dell’esposizione curata da Flaminio Gualdoni, realizzata in collaborazione con Roberta Cerini Baj e l’Archivio Enrico Baj

Incorregibile, capace di umorismo cupo e tenerezza, surreale, dada, “patafisico”,  sperimentatore di tecniche, artista contro, uomo contro forse per struttura genetica, Enrico Baj col suo tumultuoso bisogno d’avanguardia è il simbolo stesso di una città che non si accontenta di percorre strade già tracciate. La controprova è proprio questa esposizione che documenterà la sua produzione degli anni Cinquanta. Anni difficili, anni del dopoguerra dove il bisogno di realismo si riprende i suoi spazi per provare a spiegarsi lo shock della guerra, ma altri, come Baj si legano ancor più fortemente all’avanguardia europea e Milano in questo magma ribollente è l’epicentro di un vortice di iniziative che saldano alcuni momenti cruciali delle ricerche internazionali. In questo momento Enrico Baj riprende ed elabora la matrice storica dada e surrealista.

L’esposizione presenta un gruppo di opere fondamentali di quegli anni e una serie di rari documenti, manifesti, riviste, fotografie che restituiscono il clima di scambi culturali, amicizie, polemiche, tipico del periodo in cui Milano vive uno dei suoi momenti culturalmente più vividi.

Fondatore nel 1951 con Sergio Dangelo del Movimento Nucleare – di cui verranno proposti Bum-Manifesto Nucleare del 1952, replicato dall’artista nel 1997 e molti documenti originali, a cominciare dal Manifeste de la peinture nucléaire del 1952 – Baj stringe amicizia con personaggi come Asger Jorn, Édouard Jaguer, E.L.T. Mesens, Raoul Hausmann, dando vita al Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste e nel 1955 alla rivista “Il Gesto”, in stretto dialogo con pubblicazioni d’avanguardia come la francese “Phases”, l’argentina “Boa”, la belga “Edda”, l’italiana “L’Esperienza Moderna”. Nel 1958 Baj sarà l’anima artistica di un’altra importante rivista d’avanguardia, “Direzioni”, fondata con Fabrizio Mondadori.

Nel 1957 la pubblicazione del manifesto Contro lo stile, promosso da Baj e Dangelo, indica la volontà impellente della giovane generazione europea di uscire dalle retoriche dell’informale: tra i firmatari figurano Yves Klein, Piero Manzoni, Arnaldo e Gio’ Pomodoro.

L’ingresso alla mostra è libero, previo accredito.
Le richieste dovranno essere inviate via mail, all’indirizzo info@fondazionearnaldopomodoro.it. Informazioni: tel. 02.89075394- www.fondazionearnaldopomodoro.it (g.m)

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