Curiosità: quando l’astronomia svela i misteri dell’arte

Per la serie gli scienziati dell’inutile: alcuni studiosi e ricercatori universitari si sono trasformati in investigatori d’arte per “risolvere” una serie di enigmi relativi una […]

Per la serie gli scienziati dell’inutile: alcuni studiosi e ricercatori universitari si sono trasformati in investigatori d’arte per “risolvere” una serie di enigmi relativi una cinquantina di opere d’arte e letterarie ricorrendo ai calcoli dell’astronomia e della matematica. La notizia è stata riportata dal Times con l’annuncio che i risultati saranno presentati  venerdì al convegno annuale della American Association for the Advancement of Science a San Diego.

Quale esempio: gli scienziati della Texas State University, guidati dal fisico e astronomo Donald Olson, hanno identificato la stella “che è lo stesso occidente del polo” che figura nelle scene di apertura dell’Amleto di Shakespeare come la supernova di Tycho o 1572.
Altro caso letterario nei “Racconti di Canterbury” di Geoffrey Chaucer, dove si cita una marea dalle proporzioni immani. Gli studiosi hanno ricollegato la citazione ad una marea mostruosa che si sollevò il 19 dicembre del 1340 in Bretagna, nel Nord della Francia.
E’ datata  alcuni anni la ricerca condotta dallo stesso team di Olson sul quadro di Van Gogh “Paesaggio con luna piena” (nella foto), ripreso, secondo gli astronomi esattamente il
13 luglio del 1889 alle ore 21.08. Van Gogh realizzò l’opera a Saint-Rémy-de-Provence, dove, nel giugno del 2002, il gruppo di ricercatori si è recato le strumentazioni per eseguire le ricerche e scoprire il momento esatto in cui la luna offriva lo stesso spettacolo.  La luna impiega de minuti per scendere oltre il monte, ecco il perché di tanta precisione.

Altro mistero noto indagato Olson, ovvero il cielo rosso dell’Urlo di Munch. Rosso che non racconta affatto lo  stato d’animo del pittore, ma riprende il colore della polvere vulcanica che dipinse i cieli di tutto il mondo quando, nel 1883 eruttò il Krakatoa. Olson ha calcolato che Munch dipinse una prima versione della sua opera più famosa da una collina chiamata Ekeberg, nei pressi di Oslo.

Ma l’indagine nei misteri dell’arte è tutt’altro che esaurita;  Olson sta infatti conducendo una ricerca con accademici provenienti dall’ Università di Birmingham al fine di utilizzare la “geometria solare” per calcolare il momento esatto  in cui Claude Monet dipinse il ponte di Waterloo e Charing Cross dall’hotel londinese Savoy nel 1900-01. Primo passo è rintracciare la stanza esatta dell’albergo nel quale Monet soggiornava, quindi calcolando gli angoli delle ombre proiettate dal sole “in dieci minuti – assicura Olson – siamo in grado di calcolare il momento in cui fece quei dipinti”.

Non domandatevi a cosa serva tutto questo.

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