Capolavori ritrovati. Una mostra imperdibile, a Roma

Semper fidelis, anche nella cultura. Una mostra a Roma celebra i capolavori ritrovati

 

Il 20 maggio prossimo verrà inaugurata a Roma, presso Castel Sant’Angelo, la trentaduesima edizione della Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni Culturali, dedicata ai vent’anni di collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato con il Centro Europeo per il Turismo, presieduto da Giuseppe Lepore. L’esposizione rimarrà aperta ai visitatori fino al 5 novembre 2013.

Kouros in marmo, marmo pario, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria recupero Guardia di Finanza T.P.A.

Kouros
in marmo, marmo pario, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria recupero Guardia di Finanza T.P.A.

La mostra, intitolata “Capolavori dell’archeologia: Recuperi, ritrovamenti, confronti” è organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico-Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, diretta da Daniela Porro, insieme ad un Comitato Promotore, presieduto da Roberto Cecchi, sottosegretario di Stato MiBAC.

L’esposizione, che si avvale di un comitato scientifico di grande prestigio, presieduto da Eugenio La Rocca, è curata da Mario Lolli Ghetti e da Maria Grazia Bernardini.

L’intento di questo progetto è presentare al numerosissimo pubblico che visita ogni giorno Castel Sant’Angelo la fondamentale azione svolta delle Forze dell’Ordine per la protezione e la difesa dei beni artistici e archeologici dell’Italia.

Le opere in esposizione, infatti, sono frutto d’importanti attività di recupero, grazie alle quali è stato possibile far rientrare nelle loro sedi reperti archeologici rubati, trafugati da scavatori clandestini o esportati illecitamente dal nostro Paese.

Seguendo il percorso della mostra, i visitatori potranno farsi un’idea molto chiara del continuo pericolo di saccheggio e dispersione cui è sottoposto l’immenso patrimonio italiano, e, nello stesso tempo, apprezzare il grande lavoro scientifico e di ricerca che sta dietro il ritrovamento di materiale archeologico appartenente alle diverse tipologie maggiormente a rischio (bronzi, marmi, affreschi, ceramiche, argenti e oreficerie, ecc.), insieme alla storia, spesso avvincente e complessa, del loro ritorno a casa.

Saranno presenti in mostra non solo opere oggetto di sequestri, d’intercettazione sul mercato antiquario, di restituzioni da collezioni private o da musei stranieri, ma anche alcune opere ritrovate fortunosamente.

I beni recuperati verranno esposti insieme con altre opere, simili per tecnica, materiale e datazione, provenienti da scavi scientifici ben contestualizzati, allo scopo di fornire ai visitatori opportuni confronti chiarificatori.

Saranno anche presenti ulteriori esempi di contesti archeologici integri (ad esempio corredi funerari), per fare comprendere l’importanza delle reciproche relazioni tra i materiali, e il danno irreversibile che uno scavo di rapina o un’esportazione clandestina provocano alla conoscenza e all’acquisizione dei dati culturali.

La mostra, ospitata nelle Sale di Clemente VII, di Clemente VIII, di Apollo e della Giustizia, sarà organizzata in nove sezioni tematiche:

1) Kouroi e Korai: simboli dell’aristocrazia

2) Euphronios ed Euthymides e l’invenzione delle figure rosse

3) Acroliti: statue oltre misura

4) Il pensiero e l’azione: filosofi e cittadini

5)I colori del marmo

6) Ceramografi in Magna Grecia: il pittore di Amykos e il pittore di Dario

7) La grande decorazione parietale

8) Sculture e scultori tra Greci e Romani

9) Vincere la palma: corse e aurighi nella Roma imperiale

Infine, una sezione allestita in un altro ambiente rispetto al percorso espositivo, tratterà nello specifico il lavoro di tutela da parte delle Forze dell’Ordine, in stretta collaborazione con le Soprintendenze Statali per i Beni Archeologici, presentando i numerosi successi nella lotta agli scavatori clandestini, per mezzo di materiali recuperati, fotografie e filmati d’archivio. (m.t)

Cratere a calice attico a figure rosse, firmato da Euxitheos come vasaio e da Euphronios come ceramografo; raffigura il trasporto del corpo di Sarpedonte “ detto cratere di Euphronios” – 515 a.C. – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma recupero Carabinieri T.P.C.

Cratere a calice attico a figure rosse, firmato da Euxitheos come vasaio e da Euphronios come ceramografo; raffigura il trasporto del corpo di Sarpedonte “ detto cratere di Euphronios” – 515 a.C. – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma recupero Carabinieri T.P.C.

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