Capitale Europea della Cultura 2019: 21 le candidate italiane, scelta ardua

Sono ventuno le città italiane in corsa come Capitale europea della Cultura per il 2019

Le magnifiche 21 hanno presentato al MiBac regolare “dossier di candidatura” ed ora attendono che la commissione ad hoc effettui la prima selezione, le “prescelte” avranno alcuni mesi di tempo per migliorare il proprio progetto, quindi il Consiglio dell’Unione nel 2014 effettuerà la propria scelta, su suggerimento del ministro della Cultura, e  sarà una scelta non facile

 

Il ruolo di Capitale Europea della Cultura (due città ogni anno, nel 2019 l’Italia dividerà l’onore e l’onere con la Bulgaria) è ambito, preziosa l’opportunità di rilanciare economia, risanare aree di degrado sociale e urbanistico, incrementare l’offerta culturale e costruirsi una reputazione internazionale che genera turismo e dunque occupazione.  In lizza: Aosta, Bergamo, Cagliari, Caserta, Città-diffusa Vallo di Diano e Cilento con la Regione Campania e il Mezzogiorno d’Italia, Erice, Grosseto e la Maremma, L’Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Perugia con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, Pisa, Ravenna, Reggio Calabria, Siena, Siracusa ed il Sud Est, Taranto, Urbino, Venezia con il Nordest per una competizione che non dovrà essere – si spera – fratricida. Ciascuna delle località ha motivi ottimi per ambire al “titolo”, tesori d’arte straordinari, unicità da mostrare al mondo e tutelare, millenni di storia da mettere sul piatto. Tuttavia una città non viene scelta come capitale europea della cultura unicamente per quello che è, ma soprattutto per quello che intende fare per un anno che deve essere “eccezionale”. Il programma, vuole il regolamento UE, deve infatti soddisfare alcuni criteri specifici. Deve valorizzare la ricchezza e la diversità delle culture europee; deve celebrare i legami culturali che legano insieme gli europei (in questo è stata eccezionale Marsiglia, capitale in questo 2013, con la molteplicità d’iniziative dedicate al Mediterraneo), deve promuovere una cultura europea della reciprocità e favorire un sentimento di cittadinanza europea. Con quali fondi? A oggi lo Stato italiano non ha previsto risorse specifiche, ma iniezioni di denaro potrebbero arrivare dal nuovo ciclo di programmazione europea 2014-2020 (30 miliardi di euro).

 

Firenze, Bologna e Genova sono le città italiane che negli anni passati sono state Capitali Europee della Cultura, nel 2014 toccherà a Umeå, Svezia e Riga, Lettonia. Nel 2015 di scena Mons, Belgio e Plzeň, Repubblica Ceca; nel 2016 Donostia-San Sebastián, Spagna e Wrocław, Polonia; nel 2017 Aarhus, Danimarca e Paphos, Cipro; nel 2018 i Paesi Bassi e La Valletta, Malta. E per il 2019 vinca il migliore (il migliore programma). (a.d)

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