Bronzi di Riace, Natale nella nuova casa

Alle 16 di oggi, con la riapertura del Museo della Magna Grecia, a Reggio Calabria, l’odissea dei bronzi di Riace dovrebbe concludersi (e usiamo il condizionale solo per scaramanzia)

Delle estenuanti vicissitudini delle due magnifiche sculture riemerse dal mare 41 anni fa abbiamo ampiamente parlato (qui) e poi raccontato del ritorno, lo scorso sei dicembre, in una notte di sussulti e ansie, dei due guerrieri nella sede museale finalmente pronta ad accoglierli (qui). Oggi, che il Museo nazinale archologico di Reggio Calabria riapre, e tra i ritardi che ne hanno caratterizzato la ristrutturazione anche con un po’d’anticipo, visto che doveva essere riaperto a fine gennaio, è di questa struttura, realizzata da Marcello Piacentini alla fine degli anni ’30 del secolo scorso e ristrutturata da Paolo Desideri (c’è il suo zampino nel riallestimento del Palazzo delle Esposizioni di Roma, e sua è la stazione Tiburtina) che vale la pena raccontare.

Insufficiente non solo ad accogliere di Bronzi di Riace ma tutte le meraviglie della Magna Grecia conservate nei depositi, il museo di Reggio andava ripensato. Nel 2006 comincia l’epopea del restauro, qualcuno preferiva l’abbattimento, ma l’idea fu – fortunatamente accantonata – poi l’inserimento del progetto nei finanziamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma i fondi non erano sufficienti. E mentre i Bronzi, che intanto avevano subito un nuovo restauro venivano stesi su due lettini in Palazzo Campanella, sede della Regione Calabria, i lavori del museo, costati 32 milioni di euro, andavano a rilento. Con l’arrivo di Massimo Bray al palazzo del Collegio Romano, la definitiva accelerata alle opere.

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museo-reggioOggi il Museo, circa 11mila metri quadrati, si presenta con vetrate di copertura e strutture metalliche leggerissime, riaperte vecchie finestre murate,  sono stati riorganizzati i percorsi di visita e, come in tutti i museo moderni, aggiunti servizi extra: dalla caffetteria al bookshop, alla sala conferenze, ad un roof-garden “sospeso” sul cortile.

A protezione dei Bronzi di Riace, nuove tecnologie al servizio della storia. Grazie a un sistema specifico di filtraggio, è attivo un percorso di depurazione, attraverso il quale transiteranno i visitatori per mantenere sempre costante il clima in cui sono conservati i Bronzi. E’ inoltre in funzione una protezione antisismica, al termine di un percorso di stabilizzazione che permetterà ai Bronzi di mantenere la posizione eretta in totale sicurezza. La base avveniristica, progettata dall’Enea, è formata da due lastre di marmo poggianti su sfere. E mentre i guerrieri si preparano ad accogliere moltitudini di visitatori entusiasti, al momento segnaliamo l’inadeguatezza del sito internet del museo: www.archeocalabria.beniculturali.it/archeovirtualtour

Per accogliere adeguatamente i visitatori, è necessaria una vetrina internet adeguata, e plurilingue. Non commentiamo, aspettiamo.   (a.d)

 

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