Bernardino Luini, Milano omaggia l’artista dell’identità figurativa lombarda

“Bernardino Luini e i suoi figli”: dal 10 aprile al 13 luglio 2014, a Milano, nelle sale di Palazzo Reale. La mostra è curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, con l’allestimento di Piero Lissoni e l’immagine coordinata a cura dello Studio Dondina Associati

Bernardino Scapi, detto Bernardino Luini, nasce a Dumenza, sul Lago Maggiore, intorno al 1480, la sua formazione – riferiscono i pochi dati rintracciabili della sua biografia, dopo una parentesi giovanile a Milano probabilmente avviene nel Veneto, in parallelo a quella di un suo illustre coscritto, Lorenzo Lotto. E’ certo però che Bernardino prima del 1512 è di ritorno nel capoluogo lombardo, e sarà qui, che intorno al 1532 morirà. Non prima di aver disseminato la Lombardia, ma anche il Canton Ticino dei suoi lavori. Affreschi, pale d’altare, opere devozionali tra Milano, Saronno, Como, Pavia: I numerosi dipinti di Luini hanno rappresentato per secoli una sorta di identità figurativa della Lombardia”, artefice di un pittura che nella rigida osservanza della dottrina,  è colta e popolare. Luini è stato il rappresentante di un classicismo moderato e comunicabilespiegano i curatori alla ricerca di una nuova leggibilità e in sintonia con istanze di rinnovamento della Chiesa. In una manciata d’anni all’alba del Cinquecento, l’artista ha messo a punto, semplificando le inquietudini e le ambiguità sentimentali di Leonardo, una formula espressiva di enorme successo devozionale, che sarà tra l’altro graditissima al cardinale Federico Borromeo. Quante generazioni hanno pregato di fronte alle Madonne di Bernardino Luini; quanti santini sono stati tratti dalle sue creazioni”.

 
La fama di Luini raggiunge il culmine nel corso dell’Ottocento, quando incontra il gusto dell’Europa romantica: Stendhal, Balzac, Ruskin ne sono entusiasti. Non così nel secolo successivo, quando anche Bernardino  viene travolto dal “crollo delle azioni” dei pittori leonardeschi. Così la prima mostra significativa delle sue opere, la troviamo solo a Luino nel 1975. Quella che si apre oggi, con oltre 200 lavori in esposizione, molti dei quali restaurati per l’occasione, e provenienti da collezioni lombarde ma anche da musei internazionali (dal Louvre ai musei di Houston e di Washington) è la prima occasione per affrontare una panoramica completa sull’opera di Bernardino Luini in un confronto che guarda sia ai suoi contemporanei (Bramantino, Lorenzo Lotto, Andrea Solario, Giovanni Francesco Caroto, Cesare da Sesto ecc ) sia alla sua eredità, rappresentata, su tutti, dal figlio Aurelio. Un intero secolo di arte lombarda va dunque in scena a Palazzo Reale: tele, tavole, disegni, affreschi staccati, arazzi, sculture, codici miniati per un racconto che diventa, anche, saga familiare. La storia di Bernardino e dei suoi figli appunto, che vivono in un contesto in cui l’attività artistica è un mestiere, con regole ben precise ed una concretezza “manageriale”.

Sono dodici le sezioni lungo le quali si dipana il racconto, incorniciato in un allestimento particolarmente attento al contesto di Palazzo Reale:
Tratto questa mostra come se Bernardino Luini fosse un pittore contemporaneo. – spiega l’architetto Piero LissoniHo usato la presenza di monoliti molto efficaci per allestire un’esposizione di circa 200 opere, le quali non toccano mai le pareti. Mi piace l’idea che i dipinti siano leggermente fuori contesto e che dialoghino con Palazzo Reale attraverso un intermediario, le grandi quinte appositamente create. Al contributo del mio studio si aggiungono le aziende che hanno deciso quest’anno di fare sistema con le sedi espositive milanesi per parlare a un pubblico internazionale. Milano è pronta a mostrare la sua leadership come città, al pari di Londra e di Parigi”.

 

Seguiamo Bernardino sin dagli esordi, quando giovanissimo, a Milano si formava, a contatto con i pittori della tradizione lombarda. Lo seguiamo nel vagabondaggio veneto, nel suo ritorno a Milano, dove intanto troneggiavano Bramantino e Andrea Solario. “Entriamo” ne La Pelucca: la villa di Gerolamo Rabia che fu il prototipo di una nuova decorazione d’interni dai temi sacri e profani; lo seguiremo mentre mette a punto il suo stile “definitivo”, sonderemo
i rapporti con la mistica Arcangela Panigarola e il Circolo dell’Eterna Sapienza che gravita intorno alla chiesa milanese di Santa Marta. Comprenderemo quanto Luini sia stato abile ritrattista e come, andato a Roma, vi faccia ritorno senza che nulla sia sostanzialmente cambiato nella sua vita. Ed è un Luini già maturo quello delle grandi commissioni, siano all’epilogo, nella Sala delle Cariatidi, dove nell’ultimo scorcio del Cinquecento, va in scena la carriera di Aurelio Luini, il figlio più dotato di Bernardino, tra gli stimoli e le resistenze della Milano che, superata l’influenza francese è diventata già spagnola.

Ad integrare il percorso, video realizzati ad hoc dei luoghi che ospitano le opere inamovibili di Bernardino Luini: i cicli murali di San Giorgio al Palazzo e di San Maurizio al Monastero Maggiore a Milano, l’abbazia di Chiaravalle, il santuario di Saronno e di San Magno a Legnano; e ancora della Certosa di Pavia e di Santa Maria degli Angeli a Lugano. I video sono stati realizzati proprio in occasione della mostra dal CTU (Centro per le tecnologie e la didattica universitaria multimediale e a distanza) dell’Università degli Studi di Milano. quindi, un modello di progettualità nel ‘fare cultura’”.

 

L’esposizione è accompagnata da un catalogo di 440 pagine, 170 tavole e 159 figure e da un volume di itinerari di 260 pagine, 343 figure che presenta schede accurate di trenta località lombarde, piemontesi e ticinesi in cui si trovano opere di Bernardino Luini e dei suoi figli, illustrate grazie a una campagna fotografica realizzata ad hoc da Mauro Magliani
Il volume dedicato agli itinerari, accompagnato dall’introduzione dei curatori, propone i testi realizzati – sempre sotto la guida di Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa e Rossana Sacchi – da studenti, specializzandi e dottorandi dell’Università degli Studi di Milano. Numerosi gli eventi collaterali in programma per accompagnare la mostra (Informazioni su www.mostraluini.it )

 

Bernardino Luini e i suoi figli è un progetto promosso dal Comune di Milano-Cultura, organizzato da Palazzo Reale insieme alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Milano e al Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, e alla Pinacoteca Ambrosiana e prodotto insieme a 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group con il sostegno di Cosmit e Ford.
 

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