Banksy, l’elefante e il senzatetto: una storia vera

La piéce, di scena al festival di Edimburgo, ha riportato alla luce una bella storia datata 2011

Diretta da Emma Callander e scritta da Tom Wainwright con l’accompagnamento musicale di Massive Attack, Portishead e Roni Size, la piéce, di scena al festival di Edimburgo, ha riportato alla luce una bella storia datata 2011.

 

E’ la fine di febbraio del 2011 e Banksy, il misterioso artista di strada britannico, è a Los Angeles per promuovere il suo film candidato all’Oscar, Exit Through the Gift Shop. Nel suo girovagare l’artista individua una strana struttura collocata su di una collina di fronte all’oceano. Si tratta di un vecchio serbatoio d’acqua abbandonato. Bianco, cilindrico e lungo come un autobus, è posato su una specie di trampoli ed ha un grande rubinetto che sporge da un’estremità. Somiglia insomma a un elefante. E Bansky questo nota prima d’ arrampicarsi sulla collina per scrivere con lo spray sul fianco del pachiderma metallico “This looks a bit like an elephant”.
Alcune ore dopo, una fotografia del serbatoio appare sul suo sito web, www.banksy.co.uk e, sapendo che effettivamente l’artista era a Los Angeles, i fan in poco tempo si sono accalcano per ammirare l’opera.
Nessuno di loro sapeva che in quel momento qualcuno viveva lì dentro.

 

Tachowa Covington, classe 1958, il mondo lo definisce senzatetto, lui preferisce chiamarsi “autosufficiente”. Nato e cresciuto a Sacramento, in California, da giovane ha lavorato come coreografo, come sosia di Michael Jackson, come ballerino e come escort, ha vissuto di mille espedienti ma non ha mai avuto un lavoro vero  prima di scivolare alle soglie del 2000 nel mondo degli homeless.  Lui però non ha mai dormito sulle panchine, sotto i ponti, né nei rifugi per senzatetto. Piuttosto è stato attirato da un luogo appartato accanto alla Pacific Coast Highway (PCH) tra Santa Monica e Malibu, lontano dalle attenzioni indesiderate delle autorità. Lì le proprietà immobiliari valgono svariati milioni e proprio lì nei primi anni 1990, il comune di Los Angeles aveva pensato di convertire la zona conosciuta come Potrero Canyon in un parco. L’azienda appaltatrice durante i cantieri di recupero vi aveva installato un serbatoio per l’acqua, ma nel 2004 il progetto è rimasto senza fondi, e l’azienda ha abbandonato il sito, lasciando dietro di sè il serbatoio.

Ho guardato per un mese o giù di lì“, ricorda Covington (riprendiamo dall’Independent). “Alla fine, mi sono arrampicato dentro e ho visto che era vuoto. Ho pensato, ‘Wow. Questo sarebbe un luogo fresco per farci una casa. ‘L’ho preso come un santuario, un luogo per rilassarsi, per essere vicino a Dio e l’oceano “.

Covington entusiasta della sua nuova sistemazione ha levigato la ruggine dalle pareti e ridipinto l’interno. Ha recuperato materiali di scarto ove poteva costruendo scaffali e utilizzando calamite per fissare le immagini alle “pareti”, ha smontato un letto e un divano per farli entrare nello stretto ingresso e poi li ha rimontati una volta dentro, in breve, ha trasformato il serbatoio in una casa che con gli anni s’è arricchita di tv, impianto stereo e persino di una telecamera di sicurezza. L’uomo, inoltre, s’è fatto benvolere da tutti, dai poliziotti e persino dal servizio postale, che gli consegnava la posta a domicilio. Certo, i residenti della lussuosa zona hanno provato a mandarlo via, e nel 2005 – supportati dal Comune – hanno dato vita ad una vera e propria campagna per lo sfratto. Sta di fatto che nel 2011 Covington era ancora nel suo serbatoio.

banksy-elefante

Poi arriva il ciclone Banksy. L’uomo era a casa il 21 febbraio, quando ha sentito qualcuno muoversi al di fuori. “Ho guardato fuori dalla botola, e c’erano due ragazzi lì”, ricorda. “Ho chiesto che cosa stavano facendo, e uno di loro disse: ‘Stiamo solo facendo una battuta’. Scendevo la scaletta, guardai la scrittura, e ho detto, ‘Hey, che sembra piuttosto fresco!’ Mi sono presentato, e il tizio inglese mi ha detto che il suo nome era Banksy. Non sapevo chi fosse, così non ci ho pensato su due volte“.

E’ noto che sul mercato dell’arte si faccia di tutto per acquisire i lavori pubblici di Banksy, come dimostrano gli episodi dei murales staccati dai muri di Londra, e seppure l’artista abbia dichiarato chiaramente che l’arte di strada deve rimanere al posto cui appartiene, incoraggiando la gente a non comprare nulla da nessuno “a meno che non sia stato creato per la vendita“, il saccheggio continua. E anche il serbatoio ha trovato i suoi bravi acquirenti nei soci di uno studio di progettazione multimediale, il Mint Currency, che hanno comprato l’opera d’arte (perché intanto il serbatoio questo era diventato) direttamente dal Comune di Los Angeles. Il 3 marzo del 2011 una gru ha portato via la casa a Covington che lì aveva vissuto per sette anni e che ha avuto giusto il tempo di portare via i suoi effetti personali.

 

E mentre gli acquirenti cercavano a loro volta di vendere l’oggetto promettendo che avrebbero devoluto una parte del ricavato ad opere solidali, Banksy resosi conto d’aver rovinato seppur inconsapevolmente la vita a Covington, ha messo mano al portafogli donando all’uomo quanto bastava per trovarsi una casa e sopportarne le spese per un anno intero. Ma i soldi sono finiti, e Covington è di nuovo senza casa, dice di essere in attesa di quello che noi definiremmo un alloggio popolare e intanto vive sulla “sua montagna” in una tenda piantata nel bosco tra scoiattoli, puzzole e cervi, ma non se la sente più di affrontare il freddo della notte in quella situazione.

Nel frattempo la sua storia oltre ad aver ispirato l’opera teatrale è diventata il soggetto di un documentario di due registi texani che lo hanno seguito negli ultimi cinque anni. Alcuni dei loro filmati sono online e mostrano l’interno del serbatoio. Ai furbetti del serbatoio le cose non sono andate troppo bene, Banksy ha rifiutato di autenticare l’opera e senza autenticazione, l’Elefante è diventato nient’altro che un serbatoio vuoto. Diversi mesi dopo, è stato inviato al dimenticatoio. Giustizia è fatta, quasi. (a.d)

 

 

 

TV

Anticipazioni Il Segreto: Francisca e Aurora si contendono Beltran

Dopo la morte di Bosco vedremo Francisca e Aurora combattere per la custodia di Beltran.

Gossip

Uomini e Donne: Luca Onestini è il nuovo tronista !

Ad appena due settimane dalla scelta di Clarissa Marchese e dopo la conclusione di tutti i troni in corso (Riccardo, Claudio D. e Claudio S.) […]

Gossip

Justin Bieber smentisce il matrimonio con Selena Gomez: “Sono single, non cerco nessuno”

Justin Bieber, ospite nel noto talk-show statunitense, The Ellen DeGeneres Show, smentisce seccamente le presunte nozze con la sua storica ex, Selena Gomez. I tabloid statunitensi avevano […]

TV

Caterina Balivo accende l’albero di Detto Fatto per beneficenza

Caterina Balivo porta lo sfavilante Buon Natale di Detto Fatto ai bambini ricoverati nella clinica pediatrica De Marchi.

Gossip

Ludovica Valli ha un nuovo fidanzato? Pioggia di critiche per l’ex tronista

Dopo aver dichiarato di voler voltare pagina e ammesso la fine della relazione con Fabio Ferrara, Ludovica Valli alimenta i sospetti su un nuovo, presunto fidanzato, […]

TV

Francesco – Il Papa della gente: 7 e 8 dicembre 2016 su Canale 5

Arriva su Mediaset la miniserie dedicata al pontefice Jorge Mario Bergoglio firmata dal regista Daniele Luchetti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag