Arte Fiera Bologna: “genio italico”, declino e mercato

Arte Fiera Bologna, di scena dal 25 al 27 gennaio. Per tre giorni il capoluogo emiliano è capitale del mercato dell’arte

E’ mercato tout court, no, è divulgazione dell’arte. No, no, è entrambe le cose note polemiche incluse perché come ogni fiera d’arte che si rispetti, da qualche tempo a questa parte e come l’ultima Art Basel a Miami ha dimostrato, polemiche incluse, affari e arte continuano a odiarsi e ad andare splendidamente a braccetto, oggi come nella Firenze dei banchieri rinascimentali.

E allora guardiamo un attimo a questa 37ma edizione di Arte Fiera Bologna, al via il 25 gennaio con la direzione di Claudio Spadoni (arte moderna) e Giorgio Verzotti (arte contemporanea). Fiera che, coi suoi 1100 artisti rappresentati da centinaia di gallerie, resta l’evento fieristico più corposo del panorama nazionale “E’ la prima fiera d’arte italiana. – precisano i direttori –  Prima, e questo è assodato, perchè la più antica,  ma prima soprattutto perchè Arte Fiera ha da sempre posto come obbiettivo primario quello di promuovere le gallerie italiane, pur non essendo mai mancato l’apporto significativo di importanti gallerie internazionali. Il permanere della crisi economica rafforza, invece di indebolire, la convinzione che l’italianità è la forza di Arte Fiera, una forza che va indirizzata alla valorizzazione delle strutture e dei protagonisti del sistema dell’arte italiano, calato in un contesto internazionale ormai “globalizzato”. Sarà dunque, assicurano Spadoni & Verzotti, Fiera dedicata al “genio italiano” perché “il declino che molti denunciano e che usano per definire lo stato attuale, economico ma anche psicologico, del nostro paese va combattuto con la forza di cui disponiamo, la nostra cultura e in particolare la cultura visiva con sui l’Italia si è già ampiamente distinta nella storia anche recente. Una simile difesa deve essere assicurata da ogni nostra istituzione culturale, pubblica e privata, proprio in ragione dello scarso sostegno che fino ad oggi l’arte del nostro paese, almeno dal secondo dopoguerra in poi, ha incontrato presso i poteri pubblici“.

Le avanguardie italiane saranno come sempre molto rappresentate in Fiera (da Fontana e Manzoni fino alle conferme dell’Arte Povera e della Transavanguardia); molti di questi protagonisti  saranno presentati nella nuova sezione Solo Show, a cui partecipano appunto gallerie che espongono le opere di un unico artista. Ritroviamo tanta Italia anche tra gli eventi collaterali, in particolare nella mostra Storie italiane, curata Laura Cherubini e Lea Mattarella riunendo lavori offerti dalle gallerie partecipanti. E se per i giovani rimangono consolidati appuntamenti, dalla sezione dedicata alle giovani gallerie al Premio Euromobil under 30 al Premio Furla (con le opere dei finalisti esposte all’ex Ospedale degli Innocenti), e le tre mostre realizzate nel programma di Art City: la collettiva New Future a Palazzo Poggi coi 13 artisti, selezionati al World Event Young Artist di Nottingham nel settembre; Anatomia Profundae di Pau Golanò al Museo delle Cere Anatomiche Luigi Cattaneo e la mostra Autoritratti I. Nuove gende(r)azioni all’Accademia di Belle Arti di Bologna, cui si aggiunge la performance Foresta Nera di Alessia Lusardi & Rosetta Termenini.

L’abbiamo appena evocata, eccola la vera novità di queste edizione: Art City, ovvero più ampio e organico coinvolgimento della città e delle sue istituzioni culturali, programma di mostre, eventi, percorsi e visite coordinato da Gianfranco Maraniello, direttore di Bologna Musei.

 

ART CITY come occasione per rivedere le collezioni permanenti dei musei bolognesi, le mostre in corso e quelle appena inaugurate (sono numerose e le trovate tutte qui), le installazioni e un po’ di momenti ad hoc, come le performance (tra queste si segnalano Pink Loïe di Valeria Magli all’Oratorio di San Filippo Neri, e, al Teatro dell’Accademia di Belle Arti, la performance multimediale Synaesthetic Modules : Orfeo + Apparati Effimeri) e il cartellone di film curato dalla Cineteca di Bologna, una rassegna che include tra l’altro Fine della Specie programma di spettacoli e performance a cura di ZAPRUDERfilmmakersgroup, Gerhard Richter Painting di Corinna Belz e l’Omaggio a Hermann Nitsch (6 Tage-Spiel di A. Gulden, 110th Action di H. Nitsch e al termine un incontro con lo stesso Nitsch e Marcello Iori) e la proiezione del film documentario Ai Weiwei: Never Sorry.

A completare il tutto un programma d’iniziative per famiglie e bambini al MAMbo, le mostre organizzate dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Bologna e soprattutto,

Art City White Night nella serata di sabato 26 gennaio con un calendario di eventi e aperture straordinarie nei luoghi pubblici e privati dedicati all’arte. Il programma dettagliato su www.artefiera.bolognafiere.it. (a.d)

 

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