Art Basel Miami Beach, la “screen culture” è servita

Il New York Times l’ha definito un baccanale, non è un’esagerazione giornalistica. Art Basel Miami Beach superata la boa del decimo anno somiglia sempre più a un festival o alla settimana della moda, se preferite. Appuntamento dal 6 al 9 dicembre (con preview e anteprime a partire da oggi) con la più grande fiera dell’arte, costola della più antica Art Basel chiamata a dirci ancora una volta dove va il mercato dell’arte. Conferme e smentite arriveranno tra qualche giorno, intanto le anticipazioni di questo evento degli eventi, contenitore di mostre, di tendenze e palcoscenico di ampia “vipperia” internazionale

Sono 257 le gallerie invitate a questa 11ma edizione (201 nella sezione principale, Art Galeries, dedicata all’arte moderna e contemporanea) in arrivo da 31 Paesi (11 le gallerie italiane).  40 le gallerie per Art Nova, la sezione dedicata ad opere realizzate negli ultimi due o tre anni; e poi Art Position, con retrospettive di un solo artista proposte da 16 gallerie diverse, e ancora la sezione di Art Video e quella, sempre spettacolare, di Art Public, con il Collins Park chiamato ad ospitare 22 opere di grandi dimensioni e performance.  Sulla sezione curata da Christine Y. Kim (curatrice associata di arte contemporanea al Los Angeles County Museum of Art) ritorneremo, adesso largo al colore.

Colore che a Miami si afferma in una serie infinita di eventi fuori fiera; a cominciare dai party esclusivi e dalle mostre messi organizzati dalle griffe. Una cena esclusiva da Cartier, un cocktail da Dior, l’inaugurazione di un nuovo negozio Prada, una mostra di Warhol da Fendi, tanto per gradire. E se musica e vita notturna non faranno mancare intensità e calore, sì, c’è anche un party di Playboy, capita pure che ci sia spazio per la beneficenza. Così il MoMA PS1 organizza una serata per raccogliere fondi per rimediare ai danni dell’Uragano Sandy, e Amfar; l’associazione fondata da Liz Taylor per la ricerca sull’Aids, terrà giovedì un party in spiaggia. Non è tutto, ma per il momento ci fermiamo qui, nei prossimi giorni proveremo a parlare d’arte. Intanto, se volete fare bella figura in compagnia segnatevi queste paroline “screen culture” (cultura dello schermo). E’ questa la tendenza. Un presente che regala arte digitale a go go su schermi, pareti, iPad e computer portatili. La mostra principale s’intitola “Moving the Still” ed è un vero e proprio festival di GIF animate curato da Paddle8 e realizzato da Tumblr nel Wynwood arts district di Miami (movingthestill.tumblr.com). (a.d)

 

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