Art Basel 2013 in archivio. Bene gli artisti della Biennale

Si calcola che il valore complessivo delle opere esposte ad Art Basel superasse i due miliardi di dollari, basterebbero a scongiurare l’aumento dell’Iva, non ci […]

Si calcola che il valore complessivo delle opere esposte ad Art Basel superasse i due miliardi di dollari, basterebbero a scongiurare l’aumento dell’Iva, non ci diranno quali direzioni prende l’arte contemporanea, ma ci diranno qualcosa in più di un mercato dell’arte sempre più rivolto a oriente. In attesa dei comunicati ufficiali, il metro di paragone sono le aste newyorchesi del mese scorso dedicate al contemporaneo, che hanno generato 1,1 miliardi di dollari, ma le aste, si sa, puntano alle “blue chips” dell’arte, ai nomi di peso dal passato e dunque dal futuro già scritto. A non voler considerare le blue chips di Basilea, ovvero  i Picasso, i Magritte, i Mirò, i Calder, i Moore dal costo milionario, e a non volersi curare su quali di questi nomi i paperoni convenuti abbiano deciso di puntare il dito (e non ce ne vogliamo curare perché sono opere destinate alla visone di pochi), uno degli elementi di maggiore interesse di queste edizione della fiera era dato dalla presenza di artisti presenti in vario modo alla Biennale di Venezia. Artisti più o meno applauditi, che a Basilea cercano la conferma del signore che tutto governa: il mercato.

 

 

Artribune Magazine fornisce alcune cifre. Bene la performance del Leone d’Argento Camille Henrot, la Galerie Kamel Mennour ha venduto della giovane artista francese Overlapping Figures, una coppia di sculture in bronzo, gesso e legno a 24mila euro ciascuna, e sei copie del video Grosse Fatigue a un prezzo compreso fra i 30mila e i 50mila euro.
La galleria Victoria Miro ha venduto una scultura di Sarah Sze, la rappresentante degli USA nel padiglione nazionale per 32mila dollari, mentre Valentin Carron (Padiglione Svizzera) attraverso la Galleria 303 ha venduto la sua opera David per 38mila dollari. Ottimo risultato per Mark Manders (Padiglione Olanda), il cui rappresentante, Zeno X, ha venduto un’opera a 140mila euro.
Straordinario l’esito di Rudolf Stingel (artista non coinvolto nella Biennale ma presente a Venezia con una personale a Palazzo Grassi) la sua serie di cinque piccole tele: Untitled (Bolego) del 2006, sarebbe stata ceduta da Massimo de Carlo a un collezionista americano per circa 2 milioni di dollari.

 

(g.m)

 

 

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