Andy Warhol, due mostre in apertura: a Napoli e Roma

Andy Warhol, da Napoli a Roma, al via oggi due grandi mostre per omaggiare il padre della Pop Art. Fino al 28 settembre 2014 al Museo Fondazione Roma, Palazzo Cipolla in esposizione 150 opere provenienti dalla The Brant Foundation per una mostra a cura di Francesco Bonami. Al PAN | Palazzo delle Arti Napoli – Palazzo Roccella, fino al 20 luglio 180 per raccontare, anche del rapporto particolare di Warhol con la città di Napoli, a cura di Achille Bonito Oliva

E’ il 1982, Lucio Amelio propone nella sua galleria di piazza dei Martiri una mostra dal titolo evocativo “Latitudine Napoli New York”. Qualche anno dopo il gallerista racconta d’essere stato spinto dal tentativo “di creare un’analogia tra le due città che tra l’altro si trovano sulla stessa latitudine, e ho usato questo espediente geografico per accentuare questa similitudine incredibile tra queste due città, queste due grandi caldaie, questi due ribollitoi di energia che sono Napoli e New York”. Inutile dire che nella mostra non mancavano alcune opere di Warhol, che le aveva accompagnate con dei versi. “Amo Napoli perché mi ricorda New York…come New York è sporca e cade a pezzi…” (andiamo a memoria). D’altronde, il legame dell’artista col gallerista (scomparso nel 1994, esattamente 20 anni fa) era consolidato. Due anni prima, nell’aprile del 1980, le due “grandi anime” dell’ arte contemporanea: Joseph Beuys e appunto Andy Warhol, s’incontrarono a Napoli, in un evento voluto da Amelio e rimasto nella memoria della città. Entrambi, su richiesta di Amelio, all’indomani del terremoto che devastò l’Irpinia, diedero il loro contributo all’allestimento di Terrae Motus,  un insieme che rappresenta una delle più rilevanti collezioni di arte pubblica in Europa e che oggi sarebbe impossibile; perchè sarebbe impossibile per lo Stato sostenere la spesa per la sua realizzazione.

Andy Warhol (photo courtesy Soprintendenza di Caserta e Benevento)

Andy Warhol (photo courtesy Soprintendenza di Caserta e Benevento)

 

Nel ricordo di Lucio Amelio e provando a riallacciare i fili tagliati dal tempo, la mostra del PAN (che da oggi e fino a domenica sarà ad ingresso gratuito) “Andy Warhol: vetrine”, si snoda attraverso i ritratti dei personaggi noti della città, che l’artista ebbe modo di conoscere durante le sue visite in Italia: Graziella Lonardi Buontempo, Ernesto Esposito, Peppino di Bernardo, Salvatore Pica, e naturalmente Joseph Beuys, oltre alle vedute partenopee delle sue Napoliroid. Non manca il più noto e monumentale headline work di Warhol, Fate presto, basato sulla prima pagina del Mattino del 25 novembre 1980, il cui strillo trasformava in notizia l’evento drammatico del terremoto d’Irpinia, che per la sua distruttiva violenza impressionò l’artista. Tanto da ispiragli, qualche anno più tardi, una nuova serie di lavori, Vesuvius, in cui l’immagine del vulcano viene replicata ossessivamente in colori diversi. «Per me l’eruzione – spiegò Andy Warhol – è un’immagine sconvolgente, un avvenimento straordinario ed anche un grande pezzo di scultura… Il Vesuvio per me è molto più grande di un mito: è una cosa terribilmente reale». Adombrando fenomeni caratteristici di Napoli come i “femminielli”, la produzione dei falsi o la tradizione canora, la mostra propone la serie Ladies and Gentlemen del 1975 (con relativi acetati e polaroid) e i disegni realizzati dall’artista a partire dalle fotografie di Wilhelm von Gloeden (1978) acquistate da Lucio Amelio; la storica serie Marilyn del 1967 e quella firmata nel 1985 da Warhol con la scritta «questa non è mia» (Marilyn this is not by me); le numerose collaborazioni avute dall’artista con case discografiche, cantanti e gruppi musicali, firmando cover assolutamente rare già alla fine degli anni degli anni 40 e altre presto entrate nella storia del rock.

 

 

LA MOSTRA DI PALAZZO CIPOLLA

Forte dei consensi della critica e dei 225.000 visitatori che lʼhanno visitata al Palazzo Reale di Milano, arriva a Roma monografica dedicata Andy Warhol costituita da 150 opere provenienti dalla The Brant Foundation, di cui è fondatore e Presidente il curatore della mostra Peter Brant, amico di Warhol e noto collezionista, la cui curatela è accompagnata dal
contributo di Francesco Bonami.

 PER APPROFONDIRE RIMANDIAMO ALL’ARTICOLO SULLA MOSTRA DI MILANO

 

 

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