Abano Terme, torna la “belle epoque”

Un tumultuoso sviluppo. Un’incrollabile fede nel progresso. Tanta spensieratezza. Donne affascinanti

E’ stata tutto questo, e molto altro, la “belle epoque” a cui, sino al 30 luglio, renderà omaggio una mostra curata da Massimo e Sonia Cirulli e allestita nei cinque alberghi di Abano Terme, in provincia di Padova, del gruppo Borile: il “Trieste & Victoria”, l’”Abano”, il “Due torri”, il “Metropole” e il “La Residence & Idrokinesis”. I fasti di quei quattro decenni, dagli anni Ottanta dell’Ottocento allo scoppio della Grande Guerra, saranno rievocati innanzitutto dai capolavori di Leonetto Cappiello, i cui manifesti furono determinanti per formare e divulgare miti e modelli. Pochi altri seppero connotare la pubblicità di quel tempo come lui. E oggi le sue opere sono testimoni di un passato carico di ottimismo e vitalità. Così come le litografie firmate da Marcello Dudovich e Leopoldo Metlicovitz.

 

 

Le loro realizzazioni originali sono state concesse dal “Cirulli Archive”, collezione di affiches tra le più importanti in Europa, e raccontano il piacere di vivere, e i sogni di un’epoca in cui tutto sembrava possibile. Se ad Atene si celebrava il ritorno delle Olimpiadi, a Parigi l’esposizione universale portava con sé la costruzione della torre Eiffel. E poi un milione di chilometri di binari attendeva merci e viaggiatori, e nuovi e lussuosi modelli di automobili sfrecciavano lungo le strade. La luce elettrica faceva sfavillare vetrine ricolme di ogni ben di Dio, e caffè, teatri e cinema erano un vortice d’incontri. Il denaro pareva destinato a non finire mai, e garantiva l’appagamento di ogni voglia. E persino le malattie facevano meno paura con le continue scoperte della scienza che le tenevano a bada. In questo contesto, passare le acque o fare i fanghi spesso diventava un’occasione per coltivare amori e passioni, oltre che per sentirsi sempre all’altezza in un’esistenza sociale turbinosa, per ritemprarsi dalle fatiche del lavoro e della mondanità, e per volersi bene e farsi coccolare da mani esperte in luoghi riservati.

 

 

Euforia e frivolezza dominavano, anche se sotto la superficie serpeggiavano i virus di un malessere che sfociò nel dramma del primo conflitto mondiale. “Le belle della belle epoque”, così s’intitola l’iniziativa, renderà poi omaggio a Lucio Fontana e Bruno Munari, e ad altri straordinari affichistes e artisti di quel periodo: quest’esposizione, con il fil rouge del ritratto femminile, ma non solo, illustrerà le pause dell’intimità e della ricreazione, le escursioni al parco e alle riviere, le sfilate di moda, le gite al lago e al mare, la vita notturna, i veglioni, i casinò, le passeggiate a cavallo e le galanterie, ma anche i vizi e gli eccessi. Il tutto tra vanità senza freno e seduzione. E proprio cent’anni fa nasceva il “Trieste & Victoria”, il “decano” delle terme euganee. Nelle sue stanze si respira l’aria della Storia. Nella camera 110 soggiornava il generale Armando Diaz che lì scrisse il testo del celebre armistizio, come ricorda una lapide sulla facciata. E sempre qui Gabriele D’Annunzio progettò il volo su Vienna. (Marco Fornara)

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