8 marzo, cultura: sostantivo femminile

Numerose le istituzioni culturali, i musei, le fondazioni, che domani, 8 marzo aprono gratuitamente le porte alle donne, e in molti casi realizzano eventi ad hoc. Ve ne proponiamo alcuni, molto interessanti

TORINO, ARRIVA ARTEMISIA

Artemisia-Gentileschi-St-Catherine-of-AlexandriaAl palazzo Madama di Torino, da domani e fino al 3 giugno sarà esposta la santa Caterina dagli Uffizi di Artemisia Gentileschi. L’opera della grande artista, che per la sua dolorosa vicenda di stupro e processi (e siamo nel XVII secolo) è diventata un simbolo delle rivendicazioni femminili, è in dialogo con i dipinti del padre, Orazio Gentileschi.
La Santa Caterina fu dipinta verso la fine del soggiorno di Artemisia a Firenze, intorno al 1620. La santa indossa una ricca veste di velluto e una corona tempestata di gemme, a ricordare le sue nobili origini ed è raffigurata in un atteggiamento contemplativo. La mano sinistra è appoggiata sulla ruota dentata, uno degli strumenti con cui fu torturata. La destra regge la palma simbolo del martirio. È una figura di forte presenza fisica, che si staglia dal fondo scuro come affacciandosi sulla ribalta di un palcoscenico. Anche per questo si è pensato che Artemisia possa avere preso a modello una donna reale. La santa Caterina potrebbe essere un autoritratto, o anche il ritratto di Maria Maddalena d’Austria, moglie del duca Cosimo II de Medici, alla quale potrebbe alludere la sfarzosa corona gemmata.
L’esposizione del dipinto di Artemisia Gentileschi nelle sale di Palazzo Madama, in prestito dalle collezioni della Galleria degli Uffizi rappresenta il punto di partenza di un dialogo tra le collezioni dei due grandi musei, in vista di un progetto di più ampio respiro dedicato all’autoritratto femminile previsto per l’estate del 2014.

Esposta al primo piano del museo, in Camera delle Guardie, la Santa Caterina dialoga con i due dipinti del padre, Orazio Gentileschi (il San Gerolamo ebbe come soggetto Pietro Molli, uno dei testimoni al processo per stupro contro Agostino Tassi), e con la Santa Caterina già attribuita a Bassante e proveniente dalla collezione Einaudi, che con il dipinto di Artemisia condivide atmosfere e ispirazione caravaggesca.
In occasione dell’8 marzo Palazzo Madama offre l’ingresso libero a tutte le donne.
Dalle 18 alle 21 la Corte Medievale e il primo piano di Palazzo Madama saranno aperti straordinariamente, per permettere al pubblico di visitare anche la sera il dipinto degli Uffizi e la mostra dedicata a Eve Arnold, prima fotografa donna del collettivo Magnum. (www.fondazionetorinomusei.it)

locandina 8 marzo villa giulia

CREATURE AFFASCINANTI, POTENTI, RIBELLI. A ROMA, MUSEO DI VILLA GIULIA

La storia del mondo è raccontata come storia in cui i protagonisti principali sono gli uomini. Quando sono affiancati da figure femminili, queste rivestono un ruolo “complementare”, in quanto madri, figlie o spose. Eppure l’antichità conosce donne profondamente diverse, donne che hanno guidato imperi, che sono uscite dalle regole, presenze trasgressive e a volte destabilizzanti, fortemente significative dal punto di vista storico.

Avventurose e pioniere sono anche le prime donne nell’archeologia che agli inizi del novecento hanno dedicato il loro impegno allo studio e alla scoperta conquistando un posto nel mondo che fino ad allora era al maschile. Le loro storie saranno raccontate dalle parole di Giovanna Bandini, autrice di “Lettere dall’Egeo. Archeologhe italiane tra il 1900 e il 1950”, e attraverso le immagini raccolte e presentate da Mauro Benedetti e Romina Laurito.

In museo infine, sarà possibile incontrare otto donne del passato che, staccandosi dalla più anonima “folla femminile”, hanno delineato il loro profilo e affermato con determinazione la propria individualità. 8 marzo 2014 (ore 16,00 – 19,00) Prenotazioni obbligatorie. Info: www.villagiulia.beniculturali.it

 

ROMA, RITRATTI DI DONNE E NON SOLO

Per l’intera giornata di domani, visite guidate gratuite per tutte le donne alle mostre “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti” (prodotta e organizzata da Arthemsia Group) al Museo Fondazione Roma e “Alma-Tadema e i pittori dell’800 inglese” (prodotta e organizzata da Dart – Chiostro del Bramante e Arthemisia Group) al Chiostro del Bramante.
Tra i molti soggetti al femminile che riempiono le sale di Palazzo Cipolla, i volti delle amanti e compagne di Modì incantano accanto ai famosi lunghi colli delle sue modelle parigine. Mentre aI Chiostro del Bramante, i corpi liberi e sensuali di antiche eroine sono rappresentati accanto a ogni tipologia di fiore, che esalta ancor più l’universo tutto al femminile della Collezione Perez Simon.

NAPOLI: 8 MARZO E’ MADRE

In occasione della retrospettiva dedicata a Vettor Pisani, l’8 marzo il Madre di Napoli propone la ricostruzione della performance “Androgino”.

InfoMadre28feb20141

Vettor Pisani
Androgino, carne umana e oro, 1971
fusione dorata in bronzo, cinghia
Collezione Italo Tomassoni, Foligno
Credito fotografico Claudio Abate

Nel 1970 Vettor Pisani si trasferisce a Roma, dove tiene la sua prima mostra personale presso la Galleria La Salita, dal titolo Maschile, femminile e androgino. Incesto e cannibalismo in Marcel Duchamp, titolo che è già un manifesto di poetica, di un metodo di riflessione e di verifica sull’arte come genealogia del proprio processo creativo fondato sulla sintesi e sul sincretismo intellettuale, fino alla virtualità stessa della figura dell’artista come ricettacolo multipersonale. La performance Androgino (carne umana e oro), realizzata originariamente nel 1973 in occasione della mostra “Contemporanea”, presso il garage di Villa Borghese a Roma (interprete originario l’attore Gianni Macchia),ne condivide gli stessi principi. Pisani aggiunge il calco di un petto femminile, in oro, sul petto di un uomo nudo. Sul dorso l’uomo nasconde un coltello che servirà al taglio simbolico di questa mitica natura androgina, determinando la perdita di uno statuto pre-storico in cui i sessi non erano separati, ma tra loro uniti.

La performance sarà agita nella nuova versione presentata al museo MADRE dall’attore Emilio Vacca.

Sabato 8 marzo 2014 e sabato 29 marzo 2014, ingresso gratuito al Museo per tutte le donne – www.madrenapoli.it

 

CASERTA: UNA REGINA DIETRO LE QUINTE

Percorso tematico alla Reggia di Caserta per la Festa della donna. In occasione dell’apertura della mostra “Vanvitelli Segreto – i suoi pittori da Conca a Giaquinto, la “Cathedra Petri” allestita negli Appartamenti storici di Palazzo Reale, saranno organizzate sabato 8 e domenica 9 marzo, a cura della Soprintendenza e della sezione didattica di Civita Musea, visite tematiche sul ruolo di Maria Amalia di Sassonia, la prima regina che ha influenzato il grande progetto di Luigi Vanvitelli. Le scelte architettoniche e decorative adottate alla Reggia vennero condizionate anche dai sovrani Carlo di Borbone e Maria Amalia committenti dell’opera e il ruolo di quest’ultima fu ancora più incisivo di quello del marito, grazie all’entusiasmo e alla passione che dimostrò per il progetto. Info e Prenotazioni: Tel. 0823.448084 – 277380 –  reggiadicaserta.beniculturali.it

 

Collezione Peggy Guggenheim. Foto Andrea Sarti/CAST 1466

Collezione Peggy Guggenheim. Foto Andrea Sarti/CAST 1466

VENEZIA: 8 MARZO A CASA DI PEGGY

Dal 5 al 31 marzo la Collezione Peggy Guggenheim  aderisce alla manifestazione Do.Ve. Donne a Venezia con un fitto calendario di approfondimenti, dedicati alla figura di Peggy, icona femminile del collezionismo del Novecento, sulla mostra temporanea Temi & Variazioni. L’impero della luce, e una serie di laboratori didattici per bambini dai 4 ai 10 anni. Le visite sono in italiano o in inglese a seconda della disponibilità delle guide. A partenza fissa tutti i giorni, eccetto il martedì, e sono comprese nel biglietto d’ingresso al museo. Non è necessario prenotare. Programma

8 MARZO. (1)

VEIO, FORMIDABILI LE ETRUSCHE

L’incontro promosso dalla Soprintendenza per l’Etruria meridionale condurrà i visitatori attraverso i resti dell’importante santuario etrusco alle porte di Veio. Sarà l’occasione di percorrere la storia della grande città etrusca, la prima a cadere in mano romana, ma anche di conoscere, nella giornata internazionale della donna, il mondo femminile dell’antica Etruria. Quello che ci accoglie è il volto di una dea, Latona, vittima della prepotenza di Zeus e della gelosia di Hera. Ma incontreremo anche il vero “volto” delle donne etrusche, dedite alla filatura e alla tessitura, custodi della casa, virtuose perché fedeli al marito, sebbene la loro posizione sociale fosse alquanto diversa da quella delle donne greche e romane. Sono queste differenze che hanno indotto alcuni autori antichi a tramandare maliziose descrizioni delle donne etrusche, rappresentate troppo libere e di scarsa moralità. Volevano davvero tessere la tela? Veio, area archeologica – Via Riserva di Campetti (Isola Farnese – Roma) Tel. 06.30890116

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