Fumetti. Darwin: la fine del mondo, per ora, non è arrivata

Darwin, un lungo racconto con bei disegni ed una buona sceneggiatura che coinvolge il lettore in tutte le 288 pagine di avventura

Ma, chi può dirlo, magari in una di queste sere, il cielo potrebbe iniziare a cadere, come avviene nelle prime pagine di Darwin, una storia inedita della Sergio Bonelli uscita nel giugno 2012 per la collana “Romanzi a fumetti“.
Una bella storia sceneggiata da Paola Barbato, già famosa per le sue sceneggiature di Dylan Dog, con i disegni di Luigi Piccato.
Un volume che è uscito alcuni giorni fa e sembra essere particolarmente di attualità: e se in questi giorni fossimo bombardati da una valanga di meteoriti? Se la civiltà finisse e restassero solo pochi sopravvissuti? Anche perché, diciamocelo francamente, per quale motivo i Maya avrebbero dovuto predire la fine del mondo utilizzando come fuso orario quello italiano? Quindi era poco probabile una fine del mondo il 21 alle 11:11, così come alle 12:12, ora italiana. Con buona pace dei cronisti e degli inviati speciali.


Ma torniamo a Darwin: un lungo racconto, con bei disegni ed una buona sceneggiatura che coinvolge il lettore per quasi tutte le 288 pagine di avventura. Quasi tutte, poiché la fine, sinceramente, lascia molti spiragli aperti, troppi. Si può tranquillamente dire che Darwin non abbia fine.
Non è la prima volta che la Bonelli nelle serie di fantascienza lascia la storia con questa sensazione di incompiutezza.

Ad esempio la mini-serie Caravan, che tanto ha in comune con Darwin (il mistero del “cielo che cade”, forse la fine del mondo): 11 ottimi volumi che si chiudono con un 12 albo monco, senza fine e che lascia a tutti i lettori l’amaro in bocca (e personalmente la voglia di farsi risarcire per il finale di cacca). Anche in questo caso sembra che la brava Barbato, dopo tante collaborazioni ed avventure Dylaniate, abbia utilizzato le scorciatoie di Sclavi: per la serie “si potrebbero dire ancora tante di quelle cose per fare un bel finale, ma ho finito le pagine a disposizione quindi tagliamo di brutto”.


Tornando ancora a Darwin è una storia che deve molto ai filone delle storie post-apocalittiche di sopravvivenza nello stile di The walking dead. Vi  è persino un personaggio che combatte con la katana, come Michonne!
Interessante l’ambientazione parigina, il mistero sul passato di Darwin (naturalmente non svelato, poiché abbiamo “solo” 288 pagine a disposizione!) e le rievocazioni degli ambienti post-apocalittici alla Ken Shiro.
Un romanzo a fumetti che si legge velocemente, che obiettivamente appassiona, ma che ha un discutibile finale, o meglio non ce l’ha. Ma è solo una mia valutazione. Perchè non intendo rovinare la sorpresa al lettore e – diciamolo – per sano sadismo: come sono rimasto scornato io a leggerlo è cosa buona e giusta che rimangano male anche gli altri lettori – senza cattiveria -. (Luca Ciurleo)

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