Concerto 1 Maggio: Elio, Capossela, Silvestri e Fabri Fibra

Anche questa edizione del concertone romano organizzato da CGIL, CISL e UIL è andata. Ecco un breve riassunto del concerto dedicato a tutti i lavoratori.

Di questa edizione 2013 del Concerto del 1 Maggio se n’è parlato molto, soprattutto perché ancor prima che cominciasse, già da qualcuno non è stato preso in considerazione a causa dell’esclusione di Fabri Fibra, considerato omofobo e sessista.

Del concerto del Primo Maggio ha cantato anche Elio assieme alle sue Storie Tese, riuscendo ad ottenere un risultato sorprendente: il pezzo degli Elii ha scalato le classifiche e chiunque ha detto la sua sul famoso concerto di Piazza San Giovanni. Insomma, il Concerto del primo Maggio è sempre un evento, che piaccia o meno, riesce sempre ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e di tantissimi giovani che puntualmente accorrono a Roma pronti a una dieci ore, o quasi, di musica live in compagnia di gruppi più o meno noti.

Il Concerto del Primo Maggio 2013 probabilmente però è stato il meno riuscito degli ultimi anni e possiamo senza ombra di dubbio affermare che probabilmente sarà l’ultimo che vedrà la conduzione di Geppi Cucciari, visibilmente in difficoltà nel ruolo della conduttrice della kermesse, poco a suo agio e non troppo in forma, una Geppi che ha esordito così:

“Ciao. Buon pomeriggio a voi. Che piazza stupenda. Quanti siete. Fatevi sentire. Le ho dette tutte. Alzi la mano chi è di Roma. Dove sono i Napoletani? Pugliesi fatevi sentire… Chi è del Pd? Se trovate del sale l’ha fatto spargere Alemanno per timore che cadesse la neve. Il lavoro è da celebrare”.

E così vengono presentati i sei gruppi in gara al Concerto del Primo Maggio tutto l’anno, gruppi provenienti da tutta italia che si avvicendano sul palco presentando la loro musica: I Crifiu, gli Aeguana Way, gli Almamediterranea, le Metamorfosi, Honeybird & the birdies e Toromeccanica.

Ad aprire l’effettivo concerto ci pensa Enzo Avitabile, a lui seguono gli interventi di Emanuela Grimalda e Allegria Via. Assieme agli Africa Unite, il Concertone fa un tuffo nel passato: la band si presenta con la formazione originale degli inizi e ripropone pezzi come Andare, Ruggine, e Salmodia.

E’ la volta dei Marta sui Tubi che cantano Dispari, Tre, DiVino e Vorrei, che viene introdotta così:

“Vorrei vivere in un Paese dove il voto dei cittadini non è carta straccia. Vorrei vivere in un Paese dove non si uccide perché non riesce a campare più per le troppe tasse o ci si vergogna di non lavorare. I politici giocano con il nostro culo perché non si rendono conto che sprofondiamo al 38% di disoccupazione giovanile”.

Arrivano i giovanissimi Ministri direttamente da Milano che eseguono: Tempi Bui,  ComunqueLa pista anarchica e Diritto al tetto.

E ancora Motel Connection che prendono immediatamente posizione, lo striscione NO TAV lancia un chiaro messaggio. Sul palco assieme e Geppi sale poi il rapper Ensi – evidentemente arrivato a Roma per rimpiazzare Fabri Fibra e per non far sentire la mancanza del genere più amato dell’ultimo periodo, il rap -.

Sale sul palco del concerto del Primo Maggio Renzo Rubino che, accompagnato dal suo fedele pianoforte canta Pop, Paghi al Kg e Il postino (Amami uomo).

E’ arrivato il momento dell’incontro coi leader dei sindacati, che Geppi incontra dietro le quinte e che hanno qualcosa da dire:

Angeletti: Ridare un po’ di speranza agli italiani. C’è gente pronta a vincere e non affatto rassegnati.

Bonanni: Aveva molto fiducia. Ci liberiamo tutti assieme. Deve uscire la forza per occuparci delle cose più importanti, occuparci di loro significa responsabilità. La società ha bisogno di lavoro. Bisogna incentivare un’economia più stabile e che il governo si preoccupi di attuare politiche di welfare.

Camusso: Se non si riparte dal lavoro non ce la si fa. Non si puo’ morire sul lavoro. I giovani sono il futuro, dobbiamo dirgli che non sono condannati alla precarietà.

E poi il turno di Marco Notari che canta Le stelle ci cambieranno pelle ed Io. Dopo Notari sul palco salgono i Managment del Dolore Post Operatorio che eseguono Pornobisogno e Norman.

Alle 20:00 si riprende con la diretta televisiva sospesa a causa del telegiornale: la piazza è pronta ad accogliere  le note dell’inno d’Italia Giovanni Sollima con i 100 violoncelli e il pubblico canta le parole mancanti dalla folla. Arriva anche Bella Ciao e come se non bastasse un pezzo dei Nirvana eseguito dai violoncelli.

Arriva il momento dell’orchestra rock diretta da Vittorio Cosma, tanto attesa da tutti: sul palco Francesco di Giacomo, Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi e arriva anche Niccolà Fabi che esegue Un mondo d’amore di Gianni Morandi.

Arriva sul palco Arianna Occhipinti, produttrice di vino, che racconta la sua storia:

“Ho imparato che la terra va rispettata, per quello non uso pestidici né fertilizzanti chimici. La mia uva non ne ha bisogno! nche io mi sono comprata la macchina! Prima il trattore, poi l’imbottigliatore. Mi chiamo Arianna, sono fiera di essere agricoltore”.

E’ il momento del Premio Oscar Nicola Piovani che esegue la colonna sonora del film La vita è bella.

Arriva sul palco Daniele Silvestri che saluta così la sua città:

“Vi canterò una canzone a cui sono legato molto. Sono stato molte più volte lì in mezzo (tra il pubblico) che qua sopra. Vi invito a fare un saluto a un’altra Piazza, di una citta che sta soffrendo: Taranto. Non c’è nessuna competizione. E adesso un po’ di Roma”.

Canta il pezzo sanremese A bocca chiusa.

Altro romano sul palco di Piazza San Giovanni: arriva Max Gazzè che canta I tuoi maledettissimi impegni, Cara Valentina, La favola di Adamo ed Eva. Sul palco arriva anche Niccolò Fabi e il revival è assicurato: Vento d’estate ci fa tornare agli anni Novanta. Gazzè conclude con Sotto casa.

Arriva sul palco iusy Grasselli è una maestra di Reggio Emilia:

“La scuola pubblica deve poter garantire ad ogni bambino la stessa possibilità di crescita e istruzione per difendere la vita. Alla base della scuola pubblica c’è un principio semplice: ogni cittadini ha i diritti i tutti gli altri. I tanti e troppi tagli ai danni della scuola hanno fatto mancare le risorse per l’alfabetizzazione dei bambini stranieri. C’è urgente bisogno di rifinanziare la scuola pubblica, laica”.

E’ il momento della band forse più attesa: arrivano Elio e le Storie Tese che cantano Bunga Bunga, La canzone mononota, Born to be Abramo, Il Rock’n’Roll, Il complesso del Primo Maggio e Parco Sempione.

Arriva l’omaggio a Lucio Dalla con Federico Zampaglione che canta Com’è profondo il mare; arriva Erica Mou che esegue Futura. Sul palco torna Elio che esegue quella che lui definisce “la prima canzone rap d’Italia” e intona Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano.

Arriva finalmente sul palco Vinicio Capossela che canta Al veglione e Inno della Repubblica, con un esplicito riferimento al concerto di Taranto. Arrivano i titoli di coda e il concertone finisce. L’avete visto? Vi è piaciuto o anche voi come noi avreste preferito altro?

 

(b.p.)

 

 

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